petizione per i diritti dei disabili

PETIZIONE PER I DIRITTI DEI DISABILI: firmate e fate girare il piu’ possibile! Grazie! 

Posted by Barbara Bucci

Carissimi,
siamo qui a comunicarvi che oggi la petizione sull’equiparazione della pensione e dell’indennità d’accompagnamento degli invalidi civili a quelle dei non vedenti è stata inviata a Roma, destinazione Parlamento della Repubblica. Contestualmente, abbiamo ritenuto opportuno rivolgerci anche in maniera diretta al Presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, scrivendogli la lettera che vi proponiamo qui di seguito.
Consapevoli del fatto che non sarà facile ricevere una risposta e comunque saranno gli esiti delle suddette iniziative, ringraziamo di cuore tutti Voi che ci avete sostenuto testimoniandoci la Vostra presenza, nonchè i 2.383 sostenitori che hanno firmato la petizione insieme a noi. Infinite grazie!
Vi terremo aggiornati sull’iter che seguirà la petizione passo dopo passo.

A presto allora, un caro saluto a tutti!

Barbara
Leonardo

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Egregio Presidente,
questa lettera viene scritta da una sola persona, ma è come se lo fosse da migliaia e migliaia di cittadini italiani. Il messaggio che si vuole inviare è una richiesta di ascolto riguardo una situazione umana a cui si dà poco peso, o meglio, lo si dà in maniera sbagliata. Mi riferisco alle condizioni di vita delle persone disabili gravi. Per “gravità” si intende soprattutto “mancanza totale di autonomia nello svolgere i fondamentali atti della vita quotidiana”. Diverse migliaia di persone disabili vivono in tale condizione nel nostro Paese.
Affinché si possa vivere così, la persona disabile ha necessità di assistenza personale da parte di altre persone. Alcune di queste persone sono una madre, un padre, una figlia, una sorella… altre sono assistenti, infermieri, volontari… C’è una sostanziale differenza fra questi due gruppi di persone: le prime svolgono il loro lavoro a casa, le altre negli istituti. In pratica, queste sono le possibilità che può avere una persona disabile grave per essere assistita e, quindi, vivere. Esistono pochi fortunati (famiglie ricche o disabili che riescono a trovare lavoro) che possono permettersi di assumere un assistente personale per tante ore al giorno o per 24 ore su 24 ogni giorno. Poi, il più delle volte in questi casi, si ricorre a lavoratori immigrati, i quali non possono garantire un servizio continuo, a meno che non diventino cittadini italiani e decidano di stabilirsi in Italia.
Accanto a questa realtà c’è quella di coloro che, percependo ogni mese una pensione di inabilità di 255,13 euro* e un’indennità di accompagnamento di 472,04 euro, non possono permettersi di assumere un assistente neppure per poche ore al giorno. Pertanto, se una persona disabile ha una famiglia disponibile e disposta ad assisterla, può restare in casa, altrimenti “destinazione istituto”. I costi per lo Stato non sono indifferenti, eppure si continua con questa politica di assistenzialismo passivo, senza tener conto che ci sarebbe un’altra possibilità, ovvero l’assistenza personale autogestita dalla persona disabile. Secondo l’art. 162/98, che integra l’art. 104/92, questo tipo di assistenza può essere regolato dalle singole regioni italiane in base alle disposizioni del Titolo V della Costituzione in materia di decentramento di diversi settori affidati alla gestione delle istituzioni locali.
Per sperare, quindi, nell’assistenza autogestita, la persona disabile deve affidarsi alla volontà della propria Regione, Provincia o Comune che, se vorrà appunto, potrà stanziare dei finanziamenti che verranno erogati alla persona disabile, il quale destinerà il proprio contributo esclusivamente a stipendiare il proprio personale assistente.
Mentre contiamo sullo spirito di collaborazione dei nostri rappresentanti locali, ci chiediamo se lo Stato italiano non possa intervenire direttamente, anche in un modo diverso. La prima cosa che abbiamo notato lungo il panorama delle varie condizioni di disabilità è una piccola differenza di constatazione della gravità per invalidità molto gravi: la cecità assoluta e altre disabilità totali (motorie, mentali e sensoriali).
Un esempio: una persona completamente non vedente percepisce una indennità di accompagnamento pari a 755,71 euro per 12 mensilità; una persona disabile motoria, totalmente non autosufficiente, se ne vede assegnare la somma di 472,04 euro. Parliamo di due condizioni invalidanti molto gravi… perché questa differenza di trattamento? E’ possibile da parte dello Stato iniziare con il piccolo passo di equiparare almeno le due indennità? Nonché le rispettive pensioni, che per i non vedenti è pari a 275,91 euro e per le altre disabilità a 255,13 euro. E’ pacifico il fatto che si tratta di inezie, ma proprio per questo lo Stato non dovrebbe fare grandi sacrifici per attuare tali disposizioni. Sarebbe doveroso, infatti, portare fino a 500 euro la pensione e a 1000 euro l’indennità di accompagnamento per TUTTI i disabili NON AUTOSUFFICIENTI, e cioè tutti quelli sul cui certificato di invalidità è barrata almeno una delle seguenti caselline:

1) “INVALIDO CON TOTALE E PERMANENTE INABILITA’ 100% E CON IMPOSSIBILITA’ DI DEAMBULARE SENZA L’AIUTO PERMANENTE DI UN ACCOMPAGNATORE (leggi 18/80 e 508/88)”
2) “INVALIDO CON TOTALE E PERMANENTE INABILITA’ 100% E CON NECESSITA’ DI ASSISTENZA CONTINUA, NON ESSENDO IN GRADO DI COMPIERE GLI ATTI QUOTIDIANI DELLA VITA (legge 18/80)”
3) “CIECO ASSOLUTO (legge 328/70)”.

Siamo consapevoli che non sarà semplice ottenere tutto ciò. Bisognerebbe cambiare prima radicalmente la politica di sostegno alle persone disabili, iniziando magari dalla constatazione che non tutti coloro che usano la sedie a rotelle sono da considerare inabili al 100%. Una persona paralizzata solo agli arti inferiori può svolgere almeno gli atti quotidiani della vita; non ha bisogno, pertanto, dello stesso tipo di assistenza di una persona che ha compromessi anche gli arti superiori.
Se pensioni e indennità venissero indirizzate in maniera più mirata, concretamente in base alla gravità dell’inabilità e al grado di autosufficienza che la persona disabile dispone, forse non si sentirebbe più dire “Mi dispiace, ma non ci sono i fondi”.

Infine, Signor Presidente, vogliamo farLe presente che attraverso il sito www.pianetabile.it è stata promossa una petizione per l’equiparazione della pensione e dell’indennità d’accompagnamento dei non vedenti a quelle di altri disabili non autosufficienti. Ci apprestiamo ad inviare le 2.385 firme alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica confidando nel Loro interessamento alla questione.

Confidando altresì nella Sua persona, porgiamo i più cordiali saluti.

Barbara Bucci, Leonardo Tencati e tante altre persone disabili gravi.

*Tutte le somme presenti nel testo sono aggiornate al 2009 – www.inps.it

petizione per i diritti dei disabiliultima modifica: 2009-10-26T17:51:00+01:00da paoloteruzzi
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