petizione: contro il governo che vuol cancellare la riduzione del danno!

Vi trasmetto il link di una petizione di AIDS Action Europe in inglese: http://www.aidsactioneurope.org/index.php?id=55&tx_ttnews[tt_news]=813&tx_ttnews=22&cHash=2f3b4bffd496c9857dc0c425cdd2c2d6 e la traduzione in italiano del perché formarla è importante.

Giuliana

Il Governo italiano vuole cancellare la riduzione del danno?
Dall’8 al 10 giugno prossimo si terrà a New York un’importante Meeting di Alto Livello dell’Onu in materia di Hiv/Aids. L’Italia sta giocando un ruolo negativo in sede di negoziati sulla Dichiarazione ufficiale che chiuderà l’evento. I rappresentanti del governo italiano pretendono, infatti, che in quell’importante documento, destinato a dare indirizzi a tutti i paesi del mondo, sia cancellato il riferimento alla riduzione del danno, una strategia sociosanitaria validata scientificamente e riconosciuta da tutti i maggiori organismi internazionali come la più efficace nel campo della prevenzione dell’Hiv. Se davvero la riduzione del danno fosse cancellata dalla dichiarazione finale, si tratterebbe di un inaudito, quanto pericolosissimo passo indietro, perché l’acquisizione di questa strategia è già un fatto assodato in sede Onu e, infatti, il riferimento alla riduzione del danno è già presente nelle precedenti dichiarazioni del 2001 e del 2006. In questa pessima battaglia di retroguardia, l’Italia si trova, guarda caso, a braccetto con la Russia: uno dei paesi europei che fa pagare ai propri cittadini il più alto prezzo in vite umane e in salute per le sue politiche repressive, stigmatizzanti e inumane in tema di droghe e Hiv. Peraltro, le infezioni da Hiv sono in forte aumento in altri paesi dell’Europa dell’Est, così come in paesi di altri continenti proprio laddove sono assenti politiche di riduzione del danno. Il CNCA – che partecipa attivamente alla mobilitazione promossa, in vista del meeting, dalle principali associazioni italiane impegnate in questo campo – si è espressa chiaramente in dissenso con le posizioni portate avanti dal Governo italiano (vedi sotto).

IL GOVERNO ITALIANO AFFIDA LA LOTTA

CONTRO L’AIDS AL SOTTOSEGRETARIO GIOVANARDI

 

Comunicato stampa

Le politiche di prevenzione di lotta contro Hiv/Aids in Italia e nel mondo

Roma, 26 maggio 2011.

sono state consegnate nelle mani del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla

Droga e alla Famiglia Carlo Giovanardi.

In vista del prossimo Meeting di Alto Livello dell’ONU in materia di Hiv/Aids (UNGASS) che si

terrà a New York ai primi di giugno, le regole le detta infatti il Dipartimento Politiche Antidroga

che fa capo alla Presidenza del Consiglio, come chiaramente emerso nell’incontro preparatorio al

Meeting che si è svolto lunedì scorso presso il ministero degli Affari esteri.

Come già denunciato dalle associazioni italiane, l’unica (l’unica!) proposta avanzata in sede Onu da

parte del governo italiano è la cancellazione della dicitura “riduzione del danno” dal documento su

Hiv/Aids che verrà licenziato dal Meeting Onu e che dovrà essere adottato dagli Stati membri. Una

proposta sostenuta solamente, oltre che dall’Italia, da Vaticano, Russia e Iran. Alla quale va ora

aggiunta la richiesta di cancellazione della dicitura che fa riferimento dei programmi con terapie

sostitutive per gli oppiacei (per esempio metadone e buprenorfina), come risulta da documenti

ufficiali.

Tale posizione è stata ribadita durante la citata riunione da Giovanni Serpelloni, Capo del

Dipartimento Politiche Antidroga, che ha motivato la volontà di cassare la dicitura specifica

“riduzione del danno” per sostituirla con quella generica di “riduzione del rischio”, con il timore

che tale terminologia possa aprire le porte a provvedimenti quali l’avvio di stanze per l’autoconsumo

sicuro di stupefacenti e i programmi sostitutivi con eroina per consumatori che abbiano fallito in

precedenti programmi di recupero. Un timore peraltro infondato, dato che sia le agenzie sia le

associazioni hanno ben dimostrato, storicamente e in diverse sedi, di avere altre priorità e di

difendere la definizione di riduzione del danno per motivazioni che nulla hanno a che vedere con le

posizioni personali o il consenso elettorale.

Ora il veto italiano alla definizione di riduzione del danno rischia di minare l’intervento globale

contro la diffusione dell’Hiv come descritto e promosso dalle maggiori agenzie sanitarie e non solo:

UNODC, UNAIDS, Organizzazione mondiale della Sanità, Commissione Europea e molte altre. In

molti Paesi i pochi interventi sanitari rivolti ai consumatori di sostanze sono fondati proprio

sull’appoggio delle agenzie internazionali.

Le associazioni di lotta all’Aids e di difesa dei diritti civili intendono denunciare e osteggiare tale

irresponsabile comportamento in tutte le sedi possibili, nazionali e internazionali. Anche tenendo

conto dell’impotenza più volte espressa, da parte di rappresentanze ufficiali, a fronte di direttive

indiscutibili che “provengono direttamente da Roma”.

Le associazioni sottolineano inoltre l’inopportunità della battaglia governativa di retroguardia anche

alla luce della ormai consolidata incapacità o assenza dell’Italia nel far fronte a vecchie e nuove

emergenze in tema di Hiv/Aids. Campagne sui preservativi più uniche che rare, timide e inefficaci,

nessuna campagna di prevenzione diretta a uomini che fanno sesso con uomini, dei quali si nega

semplicemente l’esistenza, così come per lavoratrici e lavoratori del sesso e loro clienti, e sono solo

alcuni esempi. Disimpegno nella lotta globale contro Hiv/Aids, in seguito al mancato versamento

dei contributi 2009 e 2010 promessi al Fondo Globale per la Lotta contro l’Aids, la Tubercolosi e la

Malaria, e alla mancanza di impegni finanziari futuri verso lo stesso.

Scelte di non intervento che in questo Paese conosciamo bene: non si fa alcunché, perché sennò poi

chissà che succede. E così quello che succede è che le infezioni in Italia sono in aumento e che nel

mondo si continua a infettarsi e a morire di Aids nonostante esistano terapie in grado di evitare la

progressione della malattia e di frenare il contagio, anche con la complicità italiana. Senza contare

l’enorme costo, economico e di vite umane, che la mancata prevenzione sempre comporta.

E ora la scelta di affidare l’ultima parola sulla posizione italiana nella lotta contro l’Aids al

sottosegretario Giovanardi e al suo Dipartimento Antidroga, presente in una riunione in cui ha

brillato di converso l’assenza del ministero della Salute che, invece, nel resto del mondo e anche in

Italia è il vero regista delle politiche di lotta all’Aids sia sul piano nazionale che internazionale.

Giovanardi, il senatore che si è appena scagliato contro la sobria pubblicità dell’Ikea che raffigurava

una famiglia composta da due persone dello stesso sesso. Che vota da sempre contro ogni proposta

di legge che condanni l’omofobia. Che ha sostenuto in Parlamento che non vi è dimostrazione che il

preservativo sia efficace nella prevenzione dell’infezione da Hiv. Che alla morte di un ragazzo come

Stefano Cucchi ha sentenziato: ”Cucchi è morto perché drogato e sieropositivo”.

Le associazioni chiedono al governo italiano di rivedere la propria posizione e di sospendere la

richiesta di stralcio della definizione “riduzione del danno” dal documento che verrà presentato in

sede ONU. Chiedono inoltre che siano rispettate le funzioni delle persone incaricate sia in Italia che

nelle sedi internazionali di occuparsi di lotta contro l’Hiv/Aids, evitando dirigismi che finiscono col

mutilare le normali attività di consultazione e lobbing con i corrispettivi esteri. Chiedono poi di

conoscere al più presto come sarà composta la delegazione di New York e se sia stata prevista, e in

quale forma, la presenza del mondo delle associazioni così come raccomandato dalle stesse Nazioni

Unite.

Chiedono infine al governo di chiarire quali sono le sue priorità in materia di lotta contro Hiv/Aids.

Se la linea è quella di assecondare le spinte del sottosegretario Giovanardi o di avviare finalmente

adeguate politiche di prevenzione a tutela della salute pubblica fondate sull’evidenza scientifica e

sulle indicazioni delle agenzie internazionali piuttosto che su posizioni ideologiche che rischiano di

far tornare indietro di 20 anni la lotta all’Aids. Ovvero se intende presentarsi nelle sedi

internazionali con una faccia e una posizione credibili, o incredibili.

LILA – Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids

ANLAIDS

NADIR ONLUS

Osservatorio Italiano sull’Azione Globale contro l’AIDS

NPS Italia Onlus

ARCIGAY

MIT Movimento identità Transessuale

MARIO MIELI Circolo di Cultura Omosessuale

CDCP Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute

CNCA – Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza

Villa Maraini

FORUM DROGHE

Valentina Avon ufficio stampa Lila 348 0183527 avon.stampa@lila.itGiulio Maria Corbelli ufficio stampa Anlaids 349 8100203 stampa@anlaids.org

 grazie

 

petizione: contro il governo che vuol cancellare la riduzione del danno!ultima modifica: 2011-06-08T10:34:00+02:00da paoloteruzzi
Reposta per primo quest’articolo