NL IRS (ISTITUTO PER LA RICERCA SOCIALE)

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Le politiche temporali in Italia

L’Italia è l’unico paese europeo ad essersi dotato di leggi, nazionali e regionali che conferiscono poteri formali di azione ai sindaci, alle province e alle regioni nel campo della pianificazione dei tempi e degli orari.
È infatti in Italia che nascono le “politiche temporali”: il punto di partenza risale al 1985 e coincide con il progetto di legge di iniziativa popolare sottoposto al parlamento dalle rappresentanti (donne) del PCI dal titolo: ‘Le donne cambiano i tempi: una legge per rendere più umani i tempi del lavoro, gli orari della città, il ritmo della vita’. La legge non fu approvata ma da allora diverse iniziative locali ed alcune leggi regionali affrontarono il tema dei tempi (tra cui l’Emilia-Romagna, nel 1994, il Piemonte, nel 1995, e la Toscana, nel 1998). E’ poi nel 2000, su iniziativa del ministro Livia Turco, che viene approvata la legge 53/2000 “Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e pe r il coordinamento dei tempi delle città”, che obbliga i comuni con più di 30.000 abitanti a redigere un Piano territoriale degli orari (PTO) e ad istituire un Ufficio Tempi nell’ambito della pianta organica comunale.
Il PTO è un piano comunale ma con una forte vocazione partenariale e intersettoriale, il cui obiettivo è quello di sviluppare partnership tra comune ed altri stakeholders rilevanti sul tema del tempo (i cittadini e le imprese, le amministrazioni locali e sovra-locali) anche attraverso un dialogo con gli altri strumenti della programmazione cogente (si pensi ai piani generali del territorio o al piano dei servizi socio-sanitari).

La storia delle politiche temporali è strettamente legata alle politiche di genere, nell’ipotesi che sia possibile sperimentare nuovi strumenti per il riequilibrio tra le opportunità di vita e lavoro tra uomini e donne, a partire da più adeguate modalità di organizzazione degli orari a livello urbano. La matrice del pensiero f emminista è evidente se si pensa all’attenzione posta ai soggetti (uomini e donne) che abitano le città, al valore della vita quotidiana, alla funzionalità dei servizi pubblici rispetto alla vita delle persone. Piuttosto rapidamente, tuttavia, il tema legato alle pari opportunità uomo-donna e alla conciliazione tempi di vita/tempi di lavoro ha subito un ripensamento complessivo. In primo luogo lo sviluppo è stato di tipo tematico: dal rapporto tra tempi di vita e tempi di lavoro, ha toccato i temi dell’organizzazione e della disponibilità dei servizi pubblici e privati sul territorio, dell’organizzazione dei flussi urbani (i tempi di percorrenza, i tempi di attesa, di congestione, ecc), della sostenibilità ambientale, fino, più di recente, alla connessione tra tempo e nuove tecnologie, tempo e turismo, tempo e sicurezza. In secondo luogo, si è moltiplicato il novero dei destinatari oggetto dello sguardo temporale. Dal focus sul genere femminile, la riflessione si è presto am pliata ad altre fasce sensibili della popolazione, quali i bambini, gli anziani, gli immigrati, fino alle cosiddette “popolazioni temporanee” (come ad esempio, i turisti, i lavoratori pendolari) sostenendo la necessità di cogliere le peculiari configurazioni di disponibilità, assenza ed uso del tempo di queste categorie di cittadini, fino ad allora accomunati sotto un’unica etichetta omogeneizzante. Il suggerimento complessivo di questo percorso concettuale ha finito per sottolineare un nuovo approccio alla lettura della qualità dei servizi e delle città, come un complesso sistema di esigenze dettate dalla somma delle diversità che compone una comunità.
La Regione Lombardia interviene su questo tema attraverso il programma regionale “Governare il Tempo”, avviato nel 2004 con l’emanazione della LR 28/04, con cui promuove presso i comuni lombardi la realizzazione di progetti sperimentali finalizzati all’approvazione di PTO. L’azione regionale ha finora coinvolto oltre 180 c omuni nella realizzazione di progetti sui temi temporali (tre in particolare: coordinamento degli orari, mobilità sostenibile ed accessibilità dei servizi). Nel 2008 i comuni che avevano approvato un PTO erano 77 (circa il 5% dei comuni lombardi) ed altri 50 dovrebbero approvare il piano entro la fine del 2009.
Per saperne di più potete rivolgervi a Elena Donaggio o Erica Melloni.

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Programma Governare il Tempo – Piano Territoriale degli Orari

Il gruppo di lavoro IRS prosegue l’attività di supporto al Programma Governare il Tempo, promosso da Regione Lombardia e finalizzato alla definizione dei Piani Territoriali degli Orari – PTO nei Comuni lombardi  o all’attuazione di azioni pilota in tema di tempi ed orari. I 36 Comuni coinvolti nel programma hanno concluso o stanno realizzando 87 azioni sperimentali, riguardanti prevalentemente i temi del coordinamento degli orari dei servizi (come nel caso del progetto “giornata del cittadino”) e dell’accessibilità on line, della conciliazione vita-lavoro e della mobilità sostenibile (ad esempio, autobus e taxi “a chiamata”, pedibus). Il secondo monitoraggio delle azioni, curato da Irs e completato a luglio 2009, ha raccolto i primi risultati delle attività in corso: 6 Comuni hanno approvato il nuovo Piano T erritoriale degli Orari (Cesano Boscone, Ghedi, Iseo, Limbiate, Rezzato e Stezzano), altri lo faranno nei prossimi mesi; nel complesso l’avanzamento procedurale delle azioni pilota  è pari al 70% delle attività previste, e avanzamenti si registrano dal punto di vista finanziario e fisico. Grande successo per il “pedibus”, il sistema di trasporto scolastico in cui i bambini sono accompagnati a piedi in percorsi resi sicuri da appositi interventi sulle infrastrutture e che nel complesso ha coinvolto finora 1.339 bambini delle scuole elementari dei 15 Comuni che hanno attivato l’iniziativa. Il terzo ed ultimo monitoraggio del programma Governare il Tempo verrà realizzato a fine ottobre 2009.
Per saperne di più potete rivolgervi a Erica Melloni o Elena Donaggio.


Gestire conflitti e strutturare processi decisionali inclusivi nelle politiche ambientali

In collaborazione con il Politecnico di Milano e su incarico dell’IRER, l’IRS ha realizzato una ricerca per la ricostruzione di sei processi decisionali lombardi in tema di Valutazione di impatto ambientale (VIA). L’obiettivo dello studio è quello di analizzare il ruolo dei vari soggetti coinvolti al fine di delineare proposte per una gestione più efficace dei processi (semplificazione, coordinamento, gestione della partecipazione) da parte della struttura regionale. I casi analizzati riguardano varie procedure di VIA tra cui quella per la costruzione dell’elettrodotto 380 kw tra San Fiorano e Robia, della tangenziale nord-est di Varese, della Pedemontana e del Centro Europeo di Ricerca Biomedica Avanzata (Cerba).  
Per  saperne di più potete rivolgervi a Cristina Vasilescu.


Il lavoro nei servizi alle imprese e alle persone in Emilia-Romagna

Stiamo realizzando per la Regione Emilia-Romagna uno studio sul lavoro nei servizi alle imprese e nei servizi alle persone. Obiettivo principale della ricerca è quello di indagare quali siano le ragioni del recente deterioramento delle condizioni retributive in questi settori e di acquisire nuovi elementi di conoscenza sulla qualità del lavoro (tipologie contrattuali, orari di lavoro, job turnover, ecc.) con particolare riferimento ai seguenti ambiti settoriali: (i) servizi di cura alla persona per anziani, disabili, minori e i servizi di assistenza domiciliare; (ii) servizi alle imprese.
Per saperne di più potete rivolgervi a Monica Patrizio.


L’accreditamento dei servizi socio assistenziali in Lombardia

In Lombardia il tema è di particolare attualità. Secondo quanto stabilito dal regolatore regionale, entro la fine dell’anno i piani di zona lombardi dovranno accreditare alcune delle principali unità d’offerta socio assistenziali tra cui i servizi per la prima infanzia (asili nido, micronidi e nidi famiglia), quelli per disabili (comunità alloggio, centri socio educativi e servizi di formazione all’autonomia) e per minori (comunità alloggio).
L’area politiche sociali e sociosanitarie dell’IRS sta accompagnando questo processo con percorsi di formazione e consulenza per diversi piani di zona del territorio regionale: gli ambiti zonali della provincia di Lecco, Como e Pavia e alcuni ambiti della Provincia di Milano.
Per  saperne di più potete rivolgervi a Valentina G hetti.
 


Progetto di ricerca-intervento sull’abuso e maltrattamento infantile nel Comune di Andria

E’ un progetto di ricerca partecipata che il Comune di Andria ha affidato all’IRS in ATI con CBM. Il progetto nasce dall’esigenza di una azione di ricerca intervento in materia di abuso e maltrattamento volta a fornire risposte valide ad una serie di criticità emerse da una prima analisi dei dati di partenza. Il presupposto metodologico su cui si basa la ricerca-intervento è quello di un approccio partecipato caratterizzato dal coinvolgimento attivo, di una significativa rappresentanza degli attori coinvolti nei processi di progettazione, erogazione e valutazione degli interventi finalizzati al contrasto e alla prevenzione di maltrattamenti e abusi.
Sono previste 5 fasi mirate a: 1) Impostazione della regia del progetto, 2) Costruzione di un sistema di rilevazione del fenomeno dell’ abuso e del maltrattamento infantile, 3) Creazione di un percorso formativo orientato alla prevenzione e al contrasto dell’abuso e del maltrattamento, 4) Accompagnamento e supporto alla costruzione di una rete territoriale di contrasto all’abuso e al maltrattamento; 5) Divulgazione dei risultati.
Per saperne di più potete rivolgervi a Francesco Di Ciò.
 


Progettazione e realizzazione di indagini statistiche in tema di “differenze di genere, modelli di occupazione e impatto innovativo del lavoro delle donne in Toscana – Anno 2009”

Il progetto, svolto in ATI con Pragma Srl, prevede la realizzazione di due ricerche: una indagine sulle donne tra i 25 e i 44 anni e una indagine sulle donne imprenditrici. In particolare, saranno indagate le problematiche della conciliazione vita-lavoro, le esigenze e le aspettative delle persone, le opinioni e gli atteggiamenti circa il livello di conoscenza e il gradimento delle politiche e degli interventi regionali a sostegno delle pari opportunità e dei modelli di occupazione e impatto innovativo del lavoro delle donne. L’attività di ricerca è finalizzata alla progettazione di politiche che, attraverso misure di conciliazione, di promozione dell’imprenditorialità e attraverso il sostegno all’ innovazione e alla creatività, contribuiscano a diminuire il grado di discriminazione di genere presente in regione e nei diversi contesti subprovinciali.
Per saperne di più potete rivolgervi a Daniela Oliva.


Servizi di accompagnamento, monitoraggio e valutazione delle attività relative al Piano triennale dell’offerta di formazione alta, specialistica e superiore 2008-2010” Regione Emilia-Romagna

E’ operativo da ottobre 2009 il servizio, di cui è capofila IRS, in ATI con la Fondazione CUOA – Centro Universitario di Organizzazione Aziendale, che dovrà fornire una assistenza tecnica (accompagnamento, monitoraggio e valutazione) alla Regione Emilia-Romagna relativamente all’attuazione del Piano triennale dell’offerta di formazione alta, specialistica e superiore 2008-2010. Il lavoro prevede lo sviluppo di quattro linee prioritarie di attività: l’accompagnamento alla costituzione e al consolidamento delle reti, il coinvolgimento dei settori produttivi interessati, il monitoraggio quantitativo e qualitativo delle attività e, infine, la valutazione quantitativa e qualitativa dei proge tti realizzati.
Per saperne di più potete rivolgervi a Daniela Oliva.


Sperimentazione di percorsi di transizione sul lavoro per persone disabili

L’IRS, in ATI con il Consorzio SIR, sta curando per conto della Regione  Lombardia la realizzazione di un’azione di sistema nell’ambito delle politiche a favore delle persone disabili volta alla “Sperimentazione di percorsi di transizione sul lavoro per persone disabili”. Questo intervento si articola in tre azioni tra loro collegate.  Le prime due riguardano direttamente l’accompagnamento della persona disabile nella fase di pensionamento e l’accompagnamento della persona disabile nella mobilità dal settore “non – profit” a quello “profit”. La terza si propone, invece, di promuovere le attività e di diffonderne gli esiti anche attraverso strumenti di mainstreaming. Gli obiettivi complessivi del servizio sono connessi alla possibilità di rendere efficaci gli strumenti proposti attraverso l’ avvio e la  sperimentazione di percorsi ad hoc sul territorio lombardo.
Per saperne di più potete rivolgervi a Nicola Orlando.

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Change management nelle pubbliche amministrazioni: una proposta (F. Butera e B. Dente)

È stato pubblicato (Franco Angeli 2009) il volume realizzato da Fondazione IRSO e Politecnico di Milano in partnership con IRS e risultato di uno studio sul cambiamento delle Pubbliche Amministrazioni, condotto su incarico del Dipartimento della Funzione Pubblica. La ricerca ha ricostruito ed analizzato diversi programmi di cambiamento, nazionali ed internazionali, per giungere ad una proposta di avvio di un Programma di riorganizzazione delle amministrazioni dello Stato ed in particolare dei Ministeri, che per varie ragioni oggi costituiscono la “retroguardia” dell’innovazione amministrativa. La proposta si articola in tre punti. 1) il cambiamento deve essere perseguito attraverso piani di miglioramento individualizzati, definiti sulla base delle caratteristiche e criticità della si ngola amministrazione; 2) i “pezzi” di amministrazione inseriti nel Programma assumono la forma di Agenzia Esecutiva, struttura autonoma con precise missioni legata al Ministero di origine da un contratto di servizio che specifica i compiti attribuiti, gli obiettivi da raggiungere, le risorse disponibili e gli indicatori per la misura dei risultati; 3) l’istituzione di una struttura di supporto centrale presso il Ministero per al Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, autonoma dal punto di vista tecnico-scientifico, con il compito di verificare i piani di miglioramento e di accompagnare i processi di cambiamento. Il Programma prende le mosse dalla ricostruzione ed analisi di vari programmi nazionali di cambiamento delle Pubbliche Amministrazioni: il programma statunitense Reinventing Government, il programma britannico Next Steps e tre esperienze di riforma francesi fino alla Commissione Attali, le iniziative promosse negli scorsi anni dal Dipartimento della Funzione Pubb lica,  il caso della creazione dell’Agenzia delle Entrate e del Dipartimento delle Politiche di Sviluppo e Coesione oltre a tre politiche di tipo “trasversale” (informatica, controlli interni, politiche del personale).
Il volume contiene contributi di Michela Arnaboldi, Maurizio Carbognin, Giorgio De Michelis, Erica Melloni, Gabriele Pasqui, Nadia Piraino, Gianfranco Rebora, Gloria Sciarra, Giancarlo Vecchi.
Per saperne di più potete rivolgervi a Erica Melloni.

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Effectiveness of the Cohesion Policy: Gender Equality and Demographic Change

E’ stato pubblicato sul sito della Commissione Europea – DG Regio – il rapporto “Effectiveness of the Cohesion Policy: Gender Equality and Demographic Change.  Ex-post Evaluation of the Cohesion Policy Programmes 2000-2006”, redatto dall’IRS in collaborazione con CSIL Milano.
Il cambiamento demografico e il sostegno delle pari opportunità di genere sono tra le priorità all’ordine del giorno delle politiche europee e sono questioni strettamente connesse e di particolare rilevanza per lo sviluppo socio-economico. Questo lavoro consiste in una valutazione della misura con cui il FESR supporta le regioni nell’adattamento ai cambiamenti demografici e nella promozione delle Pari Opportunità di genere.
Lo studio contiene una analisi dei campi di intervento del FESR che, secondo quanto emerge d a una approfondita rassegna della letteratura, maggiormente incidono direttamente o indirettamente sui cambiamenti demografici e sulle pari opportunità di genere. Sono stati condotti 12 casi di studio regionali rappresentativi delle differenti realtà socio-economiche dell’EU25 e dei diversi approcci di policy in relazione al trend demografico e all’uguaglianza di genere. Infine, sono presenti 6 mini casi di studio su una selezione di progetti FESR implementati nelle Regioni considerate come esempi di buone pratiche nell’ambito oggetto di analisi.
Scarica il rapporto. Per saperne di più potete rivolgervi a Flavia Pesce.


Ethnic minority and Roma women in Europe

E’ stato pubblicato sul sito della Commissione Europea – DG Employment (e sarà disponibile in versione cartacea a fine anno) il rapporto EGGSI “Ethnic minority and Rom women in Europe: A case for gender equality?”, redatto nell’ambito delle attività del Network di esperti in gender equality, social inclusion, health care and long term care, coordinato dall’Irs con Fondazione Brodolini.
Il rapporto contiene una analisi della condizione e delle prospettive socio economiche delle donne in termini di accesso ai servizi per la formazione, per la casa, per la salute e per l’occupazione, con particolare attenzione alle donne rom. Il rapporto presenta inoltre una analisi delle principali politiche implementate  a livello nazionale nei 30 paesi europei (EU e EEA/EFTA) oggetto di indagine volte ad indirizzare l’inclusione sociale delle donne rom e riporta alcuni esempi di buone pratiche.
Scarica il rapporto. Per saperne di più potete rivolgervi a Chiara Crepaldi.


EUROCITIES-NLAO Observatories On Active Inclusion

Il 17 settembre, presso la Sala Eventi del Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna, si è svolto il Seminario di Lancio del Progetto “EUROCITIES-NLAO Observatories On Active Inclusion”, al quale l’IRS partecipa come junior partner del Comune di Bologna e dell’Istituzione per l’Inclusione Sociale e Comunitaria “don Paolo Serra Zanetti”. L’evento, cui hanno preso parte, tra gli altri, anche il Sindaco di Bologna Flavio Delbono, Matilde Callari Galli Presidente dell’Istituzione per l’Inclusione Sociale “don Paolo Serra Zanetti” del Comune di Bologna, Andrea Tardiola del Ministero del Lavoro e Paolo Onofri dell’Università di Bologna ha affrontato il tema del futuro delle politiche di inclusione sociale in un contesto di scarsità di risorse e complessità crescente dei bisogni, con un affondo particolare sulle pol itiche e gli interventi di housing sociale e del lavoro realizzati dal Comune di Bologna.
Nell’ambito del Progetto “EUROCITIES-NLAO” è stato realizzato un seminario tematico dal titolo “HOUSING SOCIALE: tra politiche abitative e politiche di welfare”, durante il quale Daniela Oliva ha presentato i primi risultati della ricerca sulle politiche di housing sociale a Bologna e Gabriele Rabaiotti ha coordinato una tavola rotonda su esperienze significative nell’ambito dell’housing sociale in Italia. Grazie all’intervento di esperti ed operatori, dell’Assessore Politiche abitative e della Casa del Comune di Bologna Milena Naldi e di altri amministratori e rappresentanti del mondo del social housing sono state affrontate le problematiche del settore e i possibili sviluppi per il prossimo futuro. Il seminario si è tenuto il 1 ottobre presso la Sala Eventi del Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna.
Per saperne di più potete rivolgervi a Daniela Oliva.


Il mercato del lavoro in Lombardia

Nei giorni scorsi è stata presentata ai referenti degli uffici studi e statistica delle Camere di Commercio lombarde la nota congiunturale IRS-Unioncamere Lombardia sul mercato del lavoro regionale con delle schede di approfondimento per singola provincia.
Per saperne di più potete rivolgervi a Monica Patrizio.

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Orari del Commercio: tra tempi di vita e tempi di lavoro

Si è tenuto lo scorso 16 settembre a Varese il convegno su “Orari del Commercio: tra tempi di vita e tempi di lavoro”, nella quale è stata presentata e discussa la relativa ricerca condotta da Irs per conto della Camera di Commercio di Varese.
L’allungamento dei orari di apertura in fascia serale e domenicale, praticato prevalentemente dalla GDO, ha importanti effetti sia sulla struttura del settore commerciale e sulla piccola e media distribuzione, sulle abitudini di consumo, sulle condizioni di lavoro, sull’organizzazione degli spazi e dei tempi urbani. La ricerca ha evidenziato una tendenza verso la liberalizzazione degli orari di apertura degli esercizi commerciali che viene ormai data per acquisita dai consumatori in un contesto di crescente diversificazione di orari di lavoro e tempi di vita; solo se governat a nel rispetto delle esigenze di chi lavora nel settore, questa tendenza potrà rappresentare un’opportunità di crescita e di innovazione anche per il commercio tradizionale.
Tutti i materiali sono disponibili sul sito della CCIAA di Varese. Per saperne di più potete rivolgervi a Monica Patrizio.

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Andare a tempo. Il caso Torino: una ricerca sui tempi della città

Rispetto al tema oggetto del Focus on di questo numero ricordiamo che l’esperienza lombarda non è comunque l’unica: anche il Piemonte è attivo su questo campo di politiche da molti anni ( LR n. 52 aprile 1995 / LR n. 1 gennaio 2004); per un approfondimento dell’esperienza torinese:
Andare a tempo. Il caso Torino: una ricerca sui tempi della città, a cura di Comune di Torino , Carmen Belloni , Franco Angeli, 2007
Tra il 2002 ed il 2003, l’Istat ha effettuato una complessa ricerca sull’uso del tempo da parte delle famiglie italiane. Il Comune di Torino, con il contributo di Regione e Provincia, ha allargato il campione di famiglie della città e dell’area metropolitana a 1830, per un totale di circa 4500 cittadini, diventando così l’unica realtà urbana in Italia a disporre di dati sull’uso del temp o ed a poterli quindi utilizzare per proporre politiche pubbliche rispondenti in maniera più adeguata alle esigenze del cittadino. Questo tema è stato ampiamente dibattuto durante un convegno tenutosi il 19 e 20 gennaio 2006 a Torino, dal titolo “Andare a Tempo” ed al quale hanno partecipato esperti italiani ed europei, enti locali ed altri soggetti coinvolti nei processi che danno forma all’organizzazione ed al ritmo del tempo.
Le esperienze presentate in occasione del convegno rappresentano l’ispirazione per la stesura di questo testo, che però ne amplifica le tematiche grazie ad un confronto tra studiosi, attori politici e sociali che indagano e approfondiscono da diversi punti di vista i tempi della città, fornendo sia una panoramica nazionale ed internazionale sull’uso del tempo, sia una minuziosa indagine sulla organizzazione dei tempi quotidiani della popolazione e sulla divisione del lavoro quotidiano fra donne e uomini, mettendo così in risalto strozzature, punt i di tensione e tendenze al cambiamento, nonché nuove esigenze della vita quotidiana.
Rispetto allo sviluppo europeo delle politiche temporali si segnala invece il testo:
Villes et politiques temporelles, Jean-Yves Boulin, La Documentation française, Parsi, 2008

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Valutare il successo delle politiche pubbliche – Metodi e casi

E’ stato pubblicato da Il Mulino nella collana Economia e management il volume “Valutare il successo delle politiche pubbliche – Metodi e casi” a cura di Alberto Martini e Marco Sisti.
Valutare il successo delle politiche pubbliche è un imperativo che si ritrova un po’ dovunque: nei documenti ufficiali, nei discorsi dei politici, negli editoriali dei quotidiani. A fronte di questo richiamo, nel nostro paese s’investono poche risorse per indagare se gli interventi promossi riescano a incidere sui problemi che ne motivano l’adozione, per documentarne lo stato di attuazione e per capire eventualmente perché le soluzioni adottate non abbiano funzionato. Questo volume offre una trattazione dei metodi analitici utili a dare un giudizio, empiricamente fondato, sul successo di una politica pubblica. Un contributo rig oroso, ricco di esemplificazioni concrete, che fornisce gli strumenti necessari per rispondere in modo intellettualmente onesto alle domande sull’attuazione e sugli effetti delle politiche pubbliche.
 
 
 

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©2009 Istituto per la ricerca sociale, via XX Settembre 24, 20123 Milano.
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NL IRS (ISTITUTO PER LA RICERCA SOCIALE)ultima modifica: 2009-11-21T01:49:31+01:00da paoloteruzzi
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