news sul sociale

La finanza etica contro la sudditanza della politica verso la finanza

 
 
 

ph. Bottega Arcobaleno

FERRARA. Banca Popolare Etica, insieme ad Arci, porta la Finanza Etica al Festiva di Internazionale a Ferrara. Domenica 2 ottobre alle 12, presso la Sala dei Comuni del Castello Estense, Ugo Biggeri, presidente del primo gruppo bancario italiano interamente dedito alla finanza etica, Peru Sasia, direttore di Fiare (Fondazione spagnola per l’investimento e il risparmio responsabile) e Katharina Beck, direttrice dell’Institute for Social Banking  illustreranno lo stato della Finanza Etica in Europa e alcune proposte per contribuire a superare l’attuale crisi finanziaria, economica e sociale.

“La politica appare succube dei mercati finanziari” dice Ugo Biggeri“Per questo -aggiunge- Banca Etica con le reti europee della finanza etica, chiede ai Governi di uscire da questo stato di sudditanza, a partire da una regolamentazione più stringente, dal contrasto ai paradisi fiscali e dall’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie che argini la speculazione senza danneggiare gli investimenti in economia reale. Ma da oggi la proposta della finanza etica riguarda una presa di coscienza collettiva e chiama in causa anche i singoli cittadini/risparmiatori che troppo spesso oltre che vittime della crisi ne sono anche complici inconsapevoli. Ogni volta che sottoscriviamo un prodotto finanziario – anche un semplice conto corrente o un fondo pensione – guardando solo al rendimento promesso e senza chiederci come i nostri soldi saranno utilizzati accettiamo di essere parte del sistema che ha condotto l’economia globale in questo stato. Banca Etica propone ai cittadini di farsi qualche domanda in più, per poter dire ‘non con i miei soldi’…”.

Peru Sasia, direttore di Fiare, racconterà del movimento degli Indignados che in Spagna sta mobilitando migliaia di persone nella richiesta di una politica più responsabile, di un’economia più equa e di una finanza che non massacri la collettività per il vantaggio di pochi ma che offra risorse per l’economia reale. Un movimento la cui strada è strettamente intrecciata a quella della Finanza Etica in un percorso di superamento delle attuali insostenibilità ambientali, politiche economiche.

“Questa crisi ha ben poco a che fare con l’economia reale, è il frutto del ruolo distruttivo della finanziarizzazione dell’economia” dice Paolo Beni, presidente di Arci. “La finanza è il vero potere occulto, in balia di speculatori che decidono quali economie salvare e quali affondare, che attaccano la sovranità degli stati e quindi la democrazia. La crisi non è un incidente di percorso, non ha intaccato il blocco di potere rappresentato dalle banche, per il cui salvataggio sono stati bruciati, dal 2008, molti miliardi di dollari.  L’unica vera autorità europea è ormai la Bce, mentre i governi, succubi dei poteri finanziari, scelgono di scaricare i costi della crisi sui più deboli. Bisogna cambiare rotta, uscire dalla crisi con un diverso modello di sviluppo che punti alla riconversione ecologica dell’economia, alla qualità e sostenibilità delle attività produttive, ai beni pubblici e sociali”.

Ecco alcune cifre tratte dal libro di Luciano Gallino (“Finanzcapitalismo”, Einaudi) tratteggiano il quadro della situazione attuale: “con la complicità di una politica sempre più remissiva i mercati finanziari sono cresciuti in modo abnorme. Trenta anni fa le attività finanziarie avevano un valore all’incirca equivalente al PIL del pianeta. Nel 2007 erano quadruplicate: per ogni euro prodotto dal lavoro e dal commercio erano in circolazione quattro euro di debiti, crediti e scommesse finanziarie. Ancora più grave è la situazione se si considera il sistema finanziario “ombra”: in esso circolano miliardi di prodotti finanziari derivati scambiati privatamente e non in mercati borsistici trasparenti. Nel 2007 l’ammontare di questi derivati trattati “over the counter” era stimato per un valore pari a 12,6 volte il PIL del mondo. Gli effetti di questo predominio della finanza sull’economia reale sono sotto gli occhi di tutti: dagli anni Ottanta in poi il 10% della popolazione mondiale si è arricchito in modo spropositato, mentre il restante 90% ha dovuto far fronte a redditi sempre più stagnanti”.

 
 
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Un passo avanti verso la chiusura degli Ospedali psichiatrici Giudiziari (OPG)

 
 
 

Stop OpgIeri 28 settembre il Senato ha approvato due risoluzioni proposte dalla Commissione d’inchiesta sul servizio sanitario nazionale (presieduta dall’On. Ignazio Marino) che impegnano il governo a chiudere questo tipo di strutture, di fatto dei manicomi criminali, sostituendoli con strutture interamente sanitarie. La prima risoluzione approvata recita:”il governo si impegna a prevedere il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari, le cui condizioni offendono la coscienza civile del Paese, attraverso programmi di dimissioni assistite e progetti autenticamente terapeutici per le malattie psichiatriche, l’introduzione di una nuova organizzazione  dell’assistenza sanitaria, che sia conforme ai Piani sanitari regionali della salute mentale delle regioni sede di Opg, un più stretto raccordo tra magistratura e Servizi psichiatrici territoriali, nonché l’elaborazione di linee guida funzionali ad agevolare un più frequente ed omogeneo ricorso alle misure alternative all’internamento”.

 
 
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Salute Mentale e convivenza

 
 
 
Immagine dalla brochureFirenze, 10/11 novembre 2011. Prendendo avvio dall’esperienza di Schesis – una scuola per la salute mentale, voluta da Regione Toscana, Azienda USL 2 Lucca e Cittadinanzattiva toscana – il Convegno si propone di: 1) Convocare gli addetti ai lavori sulla salute mentale, e cioè: tutti i cittadini, e non solo gli operatori professionalmente dedicati; 
 
 
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Imposta sulle transazioni finanziarie in tutta Europa. Così la Commissione sfida la crisi

 
 
 

ph. loungerie

BRUXELLES. La Commissione europea ha presentato una proposta destinata a introdurre un’imposta sulle transazioni finanziarie in tutti i 27 stati membri dell’Unione europea. L’imposta si applicherebbe a tutte le transazioni di strumenti finanziari tra enti finanziari per le quali almeno una controparte della transazione abbia sede all’interno dell’Ue. Lo scambio di azioni e obbligazioni sarebbe tassato con un’aliquota dello 0,1%, mentre per i derivati il tasso sarebbe dello 0,01%. In tal modo sarebbe possibile riscuotere un gettito di 57 miliardi di euro ogni anno. La Commissione ha proposto che l’imposta entri in vigore il primo gennaio 2014.

La decisione di proporre una nuova imposta sulle transazioni finanziarie ha una duplice motivazione. “Innanzitutto-spiega la Commissione- questa imposta farebbe sì che il settore finanziario fornisca il giusto contributo per far fronte ai costi della crisi economica, di cui è peraltro concausa, in un contesto di risanamento di bilancio negli Stati membri. Il peso delle imponenti misure di salvataggio del settore finanziario a carico del contribuente è stato sopportato dalle amministrazioni pubbliche e in generale dai cittadini europei. Inoltre attualmente il settore finanziario è meno tassato rispetto ad altri. L’imposta genererebbe un gettito fiscale supplementare del settore finanziario a sostegno delle finanze pubbliche”.

In secondo luogo, prosegue la Commissione, “un approccio coordinato a livello Ue contribuirebbe a rafforzare il mercato unico dell’Unione. Ad oggi dieci Stati membri hanno già introdotto, seppur in forme diverse, un’imposta sulle transazioni finanziarie. La proposta prevede l’introduzione di nuove aliquote fiscali minime e l’armonizzazione delle relative disposizioni fiscali in seno all’UE. L’imposta contribuirà in tal modo a ridurre le distorsioni della concorrenza nel mercato unico, scoraggerà attività di negoziazione ad alto rischio e integrerà gli interventi di regolamentazione volti a prevenire future crisi. Un’imposta sulle transazioni finanziarie a livello UE rafforzerebbe la posizione dell’UE, favorevole alla promozione di norme comuni per l’introduzione di un’imposta analoga a livello mondiale, in particolare tramite la piattaforma del G20″.

Il gettito dell’imposta sarebbe condiviso tra Ue e Stati membri. Parte dell’imposta sarebbe impiegata come risorsa propria dell’Ue, riducendo così in parte i contributi nazionali. “Gli Stati membri -fa sapere la Ce-avrebbero la facoltà di incrementare i propri introiti applicando un tasso più elevato alle transazioni finanziarie”.

“Con la sua proposta l’Unione europea -ha detto Algirdas Šemeta, commissario per la Fiscalità e l’unione doganale, l’audit interno e la lotta antifrode- assumerà il ruolo di precursore nell’applicazione globale di un’imposta sulle transazioni finanziarie. Il nostro progetto è solido e concreto. Sono fermamente convinto che quest’imposta possa soddisfare le aspettative dei cittadini europei, chiedendo un giusto contributo al settore finanziario. Sono fiducioso sul fatto che i nostri partner in seno al G20 riconoscano l’utilità di questo percorso”.

In seguito alla crisi, il debito pubblico in tutti e 27 gli Stati membri dell’Ue è balzato dal 60% del Pil nel 2007 all’80% negli anni successivi. Il settore finanziario ha goduto di un importante sostegno finanziario a livello governativo. Durante la crisi gli Stati membri dell’Ue hanno stanziato 4.600 miliardi di euro per misure di salvataggio in favore del settore finanziario, che negli ultimi anni ha beneficiato anche di una tassazione ridotta. Il settore finanziario può contare su un vantaggio fiscale di circa 18 miliardi di euro all’anno in ragione dell’esenzione dei servizi finanziari dal pagamento dell’Iva. Una nuova imposta nel settore finanziario farebbe sì che gli enti finanziari partecipino ai costi della ripresa economica e scoraggino il trading ad alto rischio e scarsa produttività.

L’imposta sulle transazioni finanziarie mira a tassare l’85% delle transazioni finanziarie tra enti finanziari, mentre cittadini e imprese sarebbero esenti da tale imposta. I prestiti ipotecari, i prestiti bancari, i contratti di assicurazione e altre attività finanziarie tipicamente svolte da persone fisiche o da piccole imprese non rientrano nell’ambito di applicazione della proposta.

La Commissione ha iniziato a valutare l’ipotesi di tassare il settore finanziario a livello di Ue già da diversi anni. Il 29 giugno 2011, nell’ambito del quadro finanziario pluriennale, la Commissione ha annunciato l’intenzione di proporre l’istituzione di un’imposta sulle transazioni finanziarie come risorsa propria per il bilancio dell’Ue (IP/11/799, MEMO/11/468). La decisione è stata presa in seguito a un’analisi dei diversi strumenti fiscali volti ad una partecipazione del settore finanziario alla ripresa dell’economia dell’Ue. Parallelamente, fin dal 2009 la Commissione ha preso in esame le modalità per introdurre un’imposta sulle transazioni finanziarie a livello mondiale con i suoi partner internazionali in seno al G20.

La proposta sarà discussa dagli Stati membri nel quadro del Consiglio dei ministri dell’Ue, mentre la Commissione parteciperà al vertice del G20 previsto per novembre.

Leggi il testo integrale della proposta e lo studio che analizza i diversi strumenti fiscali: link
Sito web di Algirdas Šemeta, commissario UE per la Fiscalità e l’unione doganale: link

 
 
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Dopo il referendum, è ora di cambiare

 
 
 

Il fisico Gianni Mattioli

BASTIA UMBRA. Il 12 ed il 13 giugno, le urne italiane sono state il teatro di una vittoria importante, a favore dell’ambiente, dei beni comuni e della partecipazione. Ma a più di tre mesi da quella data, le prospettive aperte dal referendum che fine hanno fatto? A provare a dare una risposta a questa domanda nell’ambito del meeting “1000 Giovani per la Pace” tenutosi il 23 e 24 settembre a Bastia Umbra sono stati il fisico Gianni Mattioli, il responsabile del Dipartimento Internazionale di Legambiente Maurizio Gubbiotti ed il presidente Arci Paolo Beni.“La vittoria del sì ai quesiti referendari di giugno – afferma Mattioli – ha decretato il successo della partecipazione della popolazione alle scelte che la riguardano da vicino, come quelle relative all’approvvigionamento energetico e, più in generale, alla gestione dei beni comuni. Il voto dei cittadini è stato decisivo per un orientamento della politica nella giusta direzione, vale a dire il bene collettivo”.

Il primo aspetto trattato da Mattioli è stato quello dell’energia. “Come si può pensare alla soluzione nucleare quando lo stesso premio Nobel Carlo Rubbia ha affermato che in una quadrato di 50 chilometri di lato arriva l’energia solare sufficiente a produrre tutta l’energia elettrica di cui l’Italia ha bisogno? L’atomo non è la risposta giusta ai problemi energetici del paese, né tantomeno lo è il carbone, fonte fossile altamente inquinante con la quale rischiamo di tornar presto ad avere a che fare, dal momento che la stessa Enel ha manifestato l’intenzione di investire in essa fior di quattrini. È proprio per un rilancio delle fonti pulite che i comitati referendari devono continuare a vivere anche dopo la vittoria contro il nucleare. È infatti necessario che si impegnino concretamente a fianco dei cittadini per invitarli ad installare pannelli solari sui tetti delle loro case, magari indicando loro le offerte più convenienti e le banche disposte a offrire in maniera agevolata il mutuo per il fotovoltaico”.

Forte e chiaro è arrivato anche l’appello lanciato dal fisico sulla questione dell’acqua pubblica. “Quanto all’acqua, il problema non è mai stato nella gestione privata in sé, ma nella totale mancanza di possibilità per la cittadinanza di esercitare una funzione di controllo sull’operato della società incaricata. Il messaggio lanciato dall’esito del referendum non lascia spazio a dubbi: gli italiani chiedono che non esca più una goccia d’acqua senza che ci sia da parte loro l’opportunità di controllare il suo iter, dal prelievo alla distribuzione”.

A fronte dell’attacco di Sacconi ai risultati del 12 e 13 giugno, Mattioli non ha mancato di mettere in guardia i fautori del sì. “Il referendum abrogativo  determina semplicemente l’abrogazione di una legge esistente, impegnando i parlamentari a promulgare una nuova legge entro i successivi 5 anni. Quella referendaria è quindi una conquista fragile, da difendere. È quindi necessario che comitati scientifici continuino a darsi da fare per dare contenuti alle rivendicazioni ottenute”.

Ad esprimersi sul fronte acqua bene comune è stato anche Maurizio Gubbiotti. “Con il referendum, gli italiani hanno lanciato un messaggio importante, vale a dire che all’acqua deve esser riservata una gestione “da cosa pubblica”, negli interessi della collettività e con un protagonismo dei cittadini stessi. Il popolo del sì ha quindi espresso a chiare lettere la sua contrarietà ad una gestione del servizio idrico che si trasformi in una proprietà del bene in questione. Per dar seguito alle conquiste acquisite è opportuno che i Comitati continuino sulla strada intrapresa, chiedendo alle istituzioni il rispetto dell’esito referendario. L’obiettivo da perseguire è una nuova gestione dell’acqua, caratterizzata dalla partecipazione della comunità, che abbia come parole d’ordine la qualità, l’uso responsabile e la giustizia sociale, in un’ottica di aiuto a chi è più povero da parte di chi, invece, ha maggiori possibilità economiche”.

Anche Paolo Beni ha dato il suo contributo alla discussione, ricordando la proposta di legge di iniziativa popolare sulla gestione del servizio idrico avanzata nel 2007, ma da allora snobbata dal Parlamento. “L’idea – sostiene Paolo Beni – era quella di dar vita ad una gestione interamente pubblica dell’acqua da finanziare con la fiscalità degli utenti, in maniera da garantire le risorse necessarie per evitare malfunzionamenti e assicurare manutenzione ed innovazione. I costi venivano calcolati individuando quello che ragionevolmente poteva essere l’approvvigionamento minimo per nucleo famigliare in base al numero dei componenti. La tariffa standard subiva poi un aumento progressivo determinato dal reddito degli utenti e da consumi oltre la soglia minima prevista. Una simile proposta, nonostante le 400 mila firme con cui era stata presentata, non ha mai ricevuto attenzione dalla classe politica del Paese. Ma dopo il voto del 12 e 13 giugno, le istituzioni non possono più restare sorde. Finalmente è arrivata l’ora di cambiare”.

 
 
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LOMBARDIA: EMANATE LE LINEE GUIDA PER L’INTEGRAZIONE DELLA DISABILITA’ A SCUOLA

 
 
 

scuola sedieApprovate dalla giunta regionale linee operative su organizzazione e funzioni dei Centri Territoriali  Risorse Handicap (CTRH) 

 
 
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I bambini muoiono sempre di meno, Unicef rilancia “vogliamo zero”

 
 
 

In 150 anni di storia italiana giù la mortalità infantile: ecco i dati Istat

 
 
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Mobilità e lavoro in Europa

 
 
 
Milano, 13 ottobre, ore 9, Sala Gonfalone, via Fabio Filzi 22
 
 
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Osservatorio sulla dinamicità relazionale delle imprese sociali in Italia. Anteprima dei risultati.

 
 
 
ISNET logoLe imprese sociali che detengono il governo delle relazioni con gli stakeholders (al pari delle imprese for profit) hanno maggiori possibilità di sviluppo. Questa è stata l’ipotesi iniziale della prima edizione dell’Osservatorio Isnet sull’impresa sociale, che è stata successivamente mantenuta nelle edizioni successive.
 
 
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Dopo di noi..durante noi

 
 
 
Civitavecchia (RM), 15 ottobre 2011. Rinnoviamo il nostro impegno verso la persona diversamente abile offrendo un servizio in grado di assolvere alle diverse necessità delle persone seguite. Nel contesto del Distretto Sociosanitario RMF1 troviamo utile e necessario porre la nostra attenzione alle problematiche legate al “Dopo di noi” ed al “Durante noi”, nella naturale evoluzione della vita delle famiglie. 
 
 
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L’amministrazione di sostegno

 
 
 
Milano, 11 novembre 2011. Seminario di aggiornamento professionale riservato agli operatori psico sociali delle strutture pubbliche e private di cura ed assistenza alle persone incapaci, ai disabili e agli anziani. Nel seminario verranno trattati i seguenti temi:
 
 
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Direttiva 2011 progetti di volontariato

 
 
 

E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 192 del 19 agosto 2011 la Direttiva del 15 luglio 2011 relativa alla presentazione di progetti sperimentali e innovativi di volontariato (art. 12, legge 266/1991).

Il Csv, previo appuntamento da concordare con gli operatori territoriali fornirà consulenza e accompagnamento a tutte le associazioni che vorranno presentare proposte progettuali valere sulla direttiva 266 per il 2011.

A tal proposito vi ricordiamo che :

* I progetti possono essere presentati da singole Organizzazioni di Volontariato costituite da almeno due anni e regolarmente iscritte nei registri regionali/provinciali del volontariato o congiuntamente da più organizzazioni;

* I progetti dovranno essere pervenire alla sede del ministero, in modalità cartacea, o essere spediti per via telematica entro le ore 12.00 di martedì 4 ottobre 2011.

* Le disponibilità finanziarie per l’anno 2011 ammontano ad Euro 2.300.000,00. Ogni progetto potrà avere un costo complessivo non superiore ad euro 40.000 comprensivo del 10 % di cofinanziamento da parte del o dei soggetti proponenti. Quindi il finanziamento pubblico potrà essere al massimo di euro 36.000 per ciascun progetto.

* Anche quest’anno è prevista la possibilità di portare a cofinanziamento la valorizzazione dell’attività volontaria.

Come già detto in apertura, questa edizione della Direttiva vede un’importante novità: si tratta della nuova piattaforma telematica (www.direttiva266.it) realizzata da CSVnet (Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato) per il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, che consentirà alle OdV di compilare on line il formulario, inviarlo per via telematica e gestire la rendicontazione dei progetti che verranno finanziati.

A differenza della versione cartacea, il sistema informatico permetterà alle OdV di visualizzare da subito eventuali errori ed omissioni, ed evitare la maggior parte dei motivi di inammissibilità dei progetti.

 
 
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Odòn

 
 
 

    

Odòn è un’associazione culturale senza fini di lucro costituita da, Luigi Campagner Carlo Arrigone, professionisti della cura psicoanalitica e della formazione,che hanno fatto confluire in essa l’attività culturale, di consulenza e di formazione realizzata a partire dal 1995, anche con la denominazione Sentiero Servizi.

Odòn nasce da significative esperienze maturate nell’ambito della terapia individuale, della consulenza ai servizi socioassistenziali e nell’impegno decennale a vantaggio delle cooperative sociali Il Sentiero La Clessidra, che gestiscono i centri di accoglienza per donne in situazioni didisagio anche con figli, e per minori allontanati dal nucleo famigliare.

Dal 2005 propone e coordina attività culturali, di ricerca, di formazione e comunicazione sui temi della tutela del disagio, del maltrattamento e dell’educazione per promuovere la normalità sulla patologia.

Il Tempo per Pensare identifica le attività culturali e di comunicazione promosse da Odòn.
Ogni anno vengono proposti pubblicazioni e incontri su temi di attualità conl’obiettivo di offrire uno spazio per condividere riflessioni ed esperienze.

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Corso di Formazione sulle nuove e vecchie dipendenze

 
 
 

 CORSO DI FORMAZIONE “NUOVE E VECCHIE DIPENDENZE”

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Rivista Libertà di Educazione

 
 
 

 

Le edizioni Odòn, si fregiano di editare, dal 2010, la rivista

I quaderni di Libertà di educazione  

di Diesse (associazione di insegnanti)

 
 
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1° concorso nazionale di cortometraggio sociale

 
 
 

Data di scadenza: 07/10/2011

Il Concorso intende veicolare nuove immagini legate all’anzianità nell’intento di scardinare alcuni stereotipi che incidono negativamente sulla percezione sociale di questa fascia della popolazione.

Le opere potranno appartenere a qualsiasi genere – fiction, documentario, animazione, spot, videoclip purché rispondenti al tema.

La durata del cortometraggio non dovrà superare i 7 minuti – titoli di testa e coda compresi.

Il cortometraggio dovrà essere realizzato in lingua italiana o sottotitolato in italiano.

Questi i criteri di valutazione:

– attinenza e sviluppo tema,

– originalità e capacità narrativa dell’opera,

– innovazione e creatività del linguaggio cinematografico,

– competenza tecnica utilizzata.

1° classificato Euro 3.000,00.

2° classificato Euro 1.500,00.

3° classificato Euro 500,00.

I premi verranno erogati sotto forma di borsa di studio.

Possono partecipare al Concorso scuole, università, enti non profit, associazioni di volontariato e singoli autori che abbiamo compiuto il 18° anno di età.

 
 
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Sostegno all’attuazione di strategie per gli sfollati interni, i rifugiati e i rimpatriati Data di scadenza: 13/10/2011

 
 
 

Lo scopo del Bando è quello di contribuire ad una sana attuazione di strategie per i rifugiati, gli sfollati ed i rimpatriati in base agli accordi di riammissione.

Gli obiettivi specifici dell’invito a presentare proposte sono:

Lotto 1 – fornire soluzioni abitative per almeno 200 famiglie di migranti più vulnerabili;

Lotto 2 – rafforzare economicamente almeno 100 famiglie immigrate attraverso vari progetti per l’occupazione.

Lotto 1: € 2.820.000,00

Lotto 2: € 500.000,00 

Link al bando:

https://webgate.ec.europa.eu/europeaid/online-services/index.cfm?ADSSChck=1311582828761&do=publi.detPUB&searchtype=QS&orderby=upd&orderbyad=Desc&nbPubliList=15&page=1&aoref=131758

 
 
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Bando per la presentazione di domande di contributo per progetti umanitari – Anno 2011 Data di scadenza: 15/10/2011

 
 
 

Verranno valutate esclusivamente le domande di finanziamento relative a progetti i cui scopi siano inerenti alla seguente linea di indirizzo definita dal consiglio scientifico della Fondazione:

“L’acqua fonte di vita primaria, è un bene essenziale per l’ecosistema e la salute individuale e domestica dell’uomo. Il suo essere insostituibile testimonia che tutti dovrebbero avere il diritto di accesso all’acqua, e in particolare, all’acqua potabile, in quantità e qualità necessaria e indispensabile alla vita e alle attività agricole e industriali. Negli ultimi anni, il problema della desertificazione ha raggiunto in molte realtà del pianeta livelli dolorosamente noti, fondamentale è dunque la necessità di strategie e di un impegno comune che arresti un processo distruttivo che potrebbe divenire irreversibile”.

Verranno privilegiati quei progetti in possesso di un maggiore livello di cofinanziamento, sostenibilità, contenuto innovativo, eccellenza, collaborazione e ridotti tempi di realizzazione, avendo particolare riguardo alla qualità ed eticità progettuale, nonché alla capacità di spesa dei soggetti richiedenti, intesa come capacità di realizzare nei tempi previsti i progetti a suo tempo finanziati.

La Fondazione, inoltre, rivolgerà particolare attenzione sia al settore della sanità sia agli interventi di cooperazione internazionale.

Il contributo erogato dalla Fondazione, indipendentemente dal valore complessivo del progetto, può variare da un minimo di euro 10.000 ad un massimo di euro 250.000.

Possono presentare domanda di contributo:

– enti privati senza scopo di lucro (a solo titolo indicativo: fondazioni, associazioni riconosciute e non riconosciute, comitati, onlus, ong, enti di ricerca scientifica, tecnologica e umanitaria);

– enti ecclesiastici civilmente riconosciuti;

– cooperative sociali di cui alla L.381/1991.

I soggetti interessati a richiedere un contributo alla Fondazione potranno presentare apposita domanda esclusivamente in formato elettronico seguendo le procedure di redazione contenute all’interno del sitowww.humanlifefund.org  alla voce “Bando”.

 
 
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Concorso nazionale per giovani disegnatori

 
 
 

Matite per la pace – Concorso nazionale per giovani disegnatori – VII edizione
Data di scadenza: 03/10/2011

Il tema del Concorso è la Pace e si articola nelle sezioni:

a) sezione fumetto;

b) sezione illustrazione;

c) Advanced (sezione speciale riservata agli ex studenti della Scuola Internazionale di Comics).

I soggetti interessati dovranno inviare da 1 ad un massimo di 3 tavole, su carta o su cartone flessibile, in bianco e nero o a colori, realizzate con qualsiasi tecnica, anche digitale (misura massima formato A3).

Dovranno inviare, oltre l’originale, 2 copie a colori delle tavole e dovranno fornire su supporto digitale scansione a 300 dpi in formato .TIFF di tutti gli elaborati. Sul retro delle tavole originali e delle rispettive copie, dovrà essere riportato il nome dell’autore, il titolo dell’opera, e il numero della tavola di riferimento.

Verranno assegnati 5 premi per ogni sezione del Concorso.

1° premio sezione fumetto: una borsa di studio per un corso gratuito di fumetto (valore € 2.230,00); abbonamento annuale alla rivista “Scuola di Fumetto”; buono acquisto per pubblicazioni dal catalogo del Centro Fumetto “Andrea Pazienza”; abbonamento annuale al mensile” Il Vernacoliere” ; un libro offerto dalla Libreria Feltrinelli Firenze.

1° premio sezione illustrazione: una borsa di studio per un corso di disegno base (valore € 550,00); abbonamento annuale alla rivista ” Scuola di Fumetto”; abbonamento annuale alla rivista ARTLAB, abbonamento alla rivista Flashart; un libro offerto dalla Libreria Feltrinelli Firenze.

1° premio sezione advanced: corso di colorazione a Photoshop (valore indicativo € 850,00 circa); abbonamento annuale al mensile” Il Vernacoliere”, abbonamento annuale alla rivista ARTLAB, abbonamento alla rivista Flashart; un libro offerto dalla Libreria Feltrinelli Firenze.

Al Concorso possono partecipare tutti i giovani dai 14 ai 35 anni di età.

 
 
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Progetti sperimentali in materia di politiche sociali

 
 
 

Pubblicato l’avviso pubblico per la manifestazione di interesse a finanziare, in qualità di sponsor, progetti sperimentali in materia di politiche sociali.

L’iniziativa si colloca all’interno delle attività per l’Anno Europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale, che ha visto una particolare vivacità dei territori e del privato sociale nell’esprimere progettazioni innovative per la sperimentazione di azioni di contrasto del fenomeno della povertà e dell’esclusione sociale, soprattutto con riferimento alla povertà di bambini ed adolescenti.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – Direzione Generale per l’inclusione, i diritti sociali e la responsabilità sociale delle imprese intende attivare contratti di sponsorizzazione per la realizzazione di progetti sperimentali in materia di politiche sociali, ed in particolar modo per combattere la povertà e l’esclusione sociale, per attuare interventi in favore di bambini ed adolescenti, per l’inclusione sociale delle persone con disabilità e non autosufficienti.

Destinatari sono i soggetti privati e le associazioni non aventi fini di lucro, che intendano trasformare a proprio vantaggio le prestazioni dell’altro contraente (sponsee), attraverso il rapporto di sponsorship.

La sponsorizzazione si traduce in finanziamenti o nella fornitura di beni e/o servizi per la realizzazione dei progetti sperimentali. Ai fini dell’avviso, per contratto di sponsorizzazione si intende il particolare contratto a prestazioni corrispettive mediante il quale l’Ente sponsorizzato (sponsee) offre ad un soggetto terzo (sponsor), il quale si obbliga a pagare un determinato corrispettivo e/o a fornire beni/servizi, la possibilità di divulgazione del suo marchio, logo o segno distintivo, mediante interventi a rilevante contenuto d’immagine.

La sponsorizzazione è operativamente finalizzata a rendere disponibili all’Amministrazione risorse per la realizzazione di progetti sperimentali per combattere la povertà e l’esclusione sociale, per attuare interventi in favore di bambini ed adolescnti e per l’inclsuione sociale delle persone con disabilità e non autosufficienti.

Data di scadenza: 31/12/2012

 
 
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La storia di Matti per la vela nel libro “Sulle rive della psichiatria”

 
 
 
Oggi in Provincia presentazione del libro “Sulle rive della psichiatria” Genova – La storia di Matti per la Vela è stata raccolta nel libro ‘Sulle rive della psichiatria’ scritto a…
 
 
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Arriva in Italia “La vita a due velocità”: guida pratica per il disturbo bipolare

 
 
 
Una Guida facile per conoscere e capire il disturbo bipolare Da oggi è disponibile anche in Italia La vita a due velocità, una Guida pratica rivolta alle persone affette da…
 
 
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Corso ECM: “Problem solving: tecniche e strumenti per risolvere conflitti ed interessi”

 
 
 
Attività formativa per:Tutte le professioni Discipline di riferimento:Area interdisciplinare Località di svolgimento:Macerata Marche OBIETTIVO FORMATIVO NAZIONALE L’evento formativo è orientato al miglioramento delle prestazioni con l’applicazione di metodologie nei processi…
news sul socialeultima modifica: 2011-09-29T15:02:01+02:00da paoloteruzzi
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