Il Welfare non è un lusso

Comincio io web

Carissimi
giro volentieri un appello che mi arriva da Napoli, dai 300 operatori sociali che stanno occupando un ex manicomio e lottano contro i pesanti tagli ai servizi e per la difesa (di ciò che rimane) dello stato sociale. L’appello sta circolando a livello nazionale.
L’invito a firmare l’appello è rivolto non solo agli operatori del settore ed è particolarmente gradita l’adesione di esponenti del mondo della cultura, dell’arte e dello spettacolo che hanno a cuore il rispetto di elementari diritti sanciti dalla nostra Costituzione.
Chi volesse sottoscrivere l’appello è pregato di indirizzare l’adesione a Andrea Morniroli, della coop. sociale Dedalus:
andreamorniroli@libero.it indicando preferibilmente anche la propria qualifica professionale.
Grazie
    Ezio


Il Welfare non è un lusso

Sotto la montagna di rifiuti che sta sommergendo – nuovamente – la città di Napoli e la Campania vengono seppellite molte altre drammatiche emergenze sociali. Da mesi assistiamo alla chiusura di decine di case-famiglia, di centri diurni e di strutture residenziali, luoghi accoglienti per persone che soffrono di disagi mentali e fisici. Persone la cui assistenza ricade sulle famiglie o spinge a trasformare in più piccoli manicomi – parcheggi con le sbarre – servizi importanti per il benessere sociale e tanto faticosamente costruiti in molti anni, fin dai primi processi di dismissione degli ospedali psichiatrici voluti dalla legge Basaglia. Di fatto, a Napoli sono stati tagliati oltre cento servizi e quasi mille posti di lavoro per operatori sociali.

Per noi uno Stato è civile quando è in grado di garantire i diritti inviolabili dei cittadini; assicura pari dignità sociale ad ogni persona; tutela la salute come diritto fondamentale; assicura cure gratuite a tutti; garantisce l’esercizio degli stessi diritti civili e sociali su tutti i territori del paese; promuove coesione e solidarietà sociale, rimuove gli squilibri e le ingiustizie sociali; è in grado di garantire ai lavoratori il diritto ad una retribuzione certa ed adeguata. Questi principi sono enunciati nella nostra Costituzione.

Questo non è uno Stato giusto, perché al Sud più di una famiglia su quattro vive in condizioni di povertà, perché i disoccupati sono il doppio rispetto al resto del paese, perché la spesa sociale è cinque volte più bassa della media nazionale, perché essere anziani, bambini, disabili o semplicemente cittadini al Sud significa vivere in una condizione di difficoltà peggiore di quella del resto del Paese.

I 300 operatori e operatrici sociali che occupano l’ex Manicomio Leonardo Bianchi di Napoli insieme al Comitato «Il Welfare non è un lusso» chiedono al governo, alle regioni e ai comuni di evitare ogni genere di taglio alla spesa sociale in Campania, al Sud ed in tutto il Paese, di ritornare ad investire seriamente sullo stato sociale, di valorizzare il lavoro sociale, di definire con la massima urgenza un piano per il  superamento dell’emergenza e l’immediata riapertura dei servizi. 

Il welfare non è un lusso:
le politiche sociali garantiscono il benessere delle persone, più legalità e più sicurezza nei territori. Senza il lavoro di chi tutela la salute, l’assistenza, il benessere, la socialità e la legalità, le città saranno più povere, meno sicure e più violente.

Il Welfare non è un lussoultima modifica: 2010-12-22T12:02:06+01:00da paoloteruzzi
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