bozza di giornalino

Questa è la bozza di un lavoro fatto alcuni anni nella mia comunità x dar vita a un giornalino. Carino no?

Paolo

Bozza per il giornalino.

Quella che segue è una bozza che ho scritto io. Più o meno è quello che io userei (in veste grafica più accattivante) come pagina fissa di presentazione del nostro giornalino. Sotto ci aggiungerei solo un sommario degli articoli (titolo, autore o pseudonimo e qualche nota).

 

Ovviamente dalla lettura capite che io ho una mia idea di:

 

– chi lo leggerà (e perché lo dovrebbe leggere?)

– a cosa servirà

 

chi lo leggerà:

secondo me lo leggerà:

 

a)     chi è istituzionalmente tenuto a farlo (tutti gli enti pubblici e privati cui lo manderemo che si occupino di psichiatria e disagio mentale)

b)    gente che si può accostare perché conosce il disagio mentale ma non ha strumenti per affrontarlo (genitori di un figlio che si è recentemente malato, singoli che hanno sintomi di sofferenza ecc.)

c)     gente che ha un particolare sensibilità sociale e che sente il bisogno di impegnarsi nel nostro campo.

 

a cosa può servire:

 

a)     può servire a farci conoscere e accreditare presso gli enti, le associazioni e le istituzioni operanti nel nostro settore (il che significa essere informati delle loro attività, delle leggi, dei bandi, dei concorsi, dei progetti e diventare loro possibili e credibili interlocutori)

b)    offrire un primo orientamento a genitori, famiglie e singoli che non stanno bene e non sanno dove sbattere la testa

c)     ottenere la collaborazione di volontari e sostegno nella ricerca di soluzioni abitative, lavorative ma anche solo rapporti di amicizia per chi è o è stato in Villetta.

d)    Esprimerci, parlare all’ esterno delle nostre esperienze e rivendicare il diritto di spiegare, di essere ascoltati, di insegnare, perché di questi problemi sappiamo molto.

e)     Obbligarci a pensare, a studiare, a confrontarci con altri, a riflettere, ad approfondire, a rivisitare la storia di ognuno e della Villetta per costruire assieme una cultura più civile e accogliente che può aiutare tutti, e non solo i malati mentali, a vivere più serenamente.

 

Tutti i punti sopra scritti fanno sì che io pensi ad documento che sia anche una presa di coscienza pubblica. Gli ospiti della Villetta che finiscono di vergognarsi e si dichiarano pubblicamente uomini con la stessa dignità degli altri. E’ chiaro che questa scelta è difficile e forse è meglio che la pensiamo come un obiettivo a lungo termine.

 

Per ora butto lì la provocazione e poi ne discuteremo tutti assieme.

 

 

Titolo:

 

 

Sei fuori ?

Anche a noi piacerebbe.

 

 

 

 

 

Bozza scritta da chi abita la Villetta S. Gregorio

(comunità psichiatrica del Ce.A.S., Centro Ambrosiano di solidarietà)

 

chi siamo:

 

Siamo ospiti e operatori della Villetta S. Gregorio, comunità per malati psichiatrici. Abbiamo pensato di utilizzare la via telematica per entrare in relazione con “il fuori”.

Luoghi come la Villetta devono compiere un grosso sforzo quotidiano per non trasformarsi in piccoli manicomi. Anche quando funzionano bene rischiano di diventare isole, magari abbastanza felici,  ma sperdute nell’ oceano dell’ emarginazione.

Voi che siete (legittimamente) “fuori”  potete aiutarci a costruire un ponte che ci riaccompagni “a terra”.

Noi possiamo aiutarvi a costruire assieme una cultura più civile (per tutti), meno emarginante e che può offrire speranza a quanti, dopo una vita “normale” improvvisamente incappano nella malattia mentale e se la vivono come una peste.

Non è un’ infezione, non è una colpa e non è neppure una condanna senza speranza. Lo diciamo noi e sappiamo di cosa parliamo.

 

 

 

 

                                                  Altre ipotesi di titolo:

IL MATTIno

Siamo matti?

Non siamo poi così fuori!

Non siamo poi così matti

Dentro/fuori

Arimortis: Chi è dentro è dentro, chi è fuori è fuori

 

 

 

 

 

                                                                    ….

bozza di giornalinoultima modifica: 2007-10-11T22:55:00+02:00da paoloteruzzi
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