DISAGIO PSICHICO E INSERIMENTO AL LAVORO | Periodico Unitn

 

 
 

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Lo studio, portato avanti dal Dipartimento di Scienze della Cognizione e della Formazione in collaborazione con l’Università di Sherbrooke in Canada e supportato localmente dal Comune di Rovereto e dalla Federazione della Cooperazione Trentina, ha avuto durata triennale ed ha visto coinvolte più di 300 persone affette da disturbo psichiatrico. L’indagine è stata pensata da un team transdisciplinare ed internazionale con lo scopo generale di conoscere i fattori che possono favorire o inibire l’integrazione lavorativa di una popolazione certo svantaggiata, ma non per questo incapace o inadatta al lavoro, e che può trovare all’interno della cooperazione sociale un luogo privilegiato di accesso al mondo del lavoro. Il mondo del lavoro competitivo per questa popolazione di persone è ancora oggi infatti estremamente difficile, a causa di forti pregiudizi e discriminazioni. Tali difficoltà si traducono in altissime percentuali di disoccupazione, numeri che eccedono grandemente quelli della popolazione generale e di persone affette da disabilità fisiche.

La ricerca condotta ha invece evidenziato un quadro complessivamente positivo della realtà della cooperazione sociale nell’aiutare queste persone ad inserirsi al lavoro e a mantenerlo nel tempo, successo dovuto anche alla messa a disposizione di numerosi accomodamenti organizzativi e risorse di supporto sociale. Nello stesso tempo, si è registrato un consistente impegno verso il lavoro, una elevata intenzione a mantenere la propria occupazione e una cultura del lavoro positiva da parte dei lavoratori intervistati. In particolare, i partecipanti alla ricerca hanno riportato di vedere nello svolgimento dei propri compiti lavorativi una fonte di gratificazione ed orgoglio. La ricerca ha inoltre evidenziato come sia l’intreccio complesso di fattori organizzativi (come è organizzato il lavoro, quali sono le forme di supporto previste, quali i compiti svolti) e individuali (livello di disagio psichiatrico, supporto famigliare) ad influenzare i progetti futuri di permanenza nel luogo di lavoro, e quanto sia quindi importante tenere in considerazione nello sviluppare strategie di integrazione lavorativa non solo variabili di tipo individuale, ma anche sociali ed organizzative.

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l’intera scheda qui: DISAGIO PSICHICO E INSERIMENTO AL LAVORO | Periodico Unitn.

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DISAGIO PSICHICO E INSERIMENTO AL LAVORO | Periodico Unitnultima modifica: 2011-10-28T23:31:37+02:00da paoloteruzzi
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