06/11/2011
La nuova povertà è figlia della cattiva politica e di una società civile compiacente
La nuova povertà è figlia della cattiva politica e di una società civile compiacente
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11/10/2010
nl di redattoresociale - 11/10
Le Top News di oggi
Sintesi delle notizie principali del 11 ottobre 2010
Newsletter n. 701 – Aggiornata alle ore 16.40
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La "bussola per il sociale" ora costa meno
Acquista a 15 euro (anziché 20) la Guida 2010 per l'informazione sociale
IMMIGRAZIONE - Cagliari, rivolta al Cpa: chiuso l'areoporto
Terza rivolta in meno di due settimane al Centro di prima accoglienza di Elmas. Un centinaio di extracomunitari alle 15 ha preso il controllo della palazzina che ospita il centro di prima accoglienza. L’area è circondata dalle forze dell’ordine: scatta il blitz. Una ventina sono fuggiti nella vicina pista dell’aeroporto civile che è stato chiuso al traffico: è la sesta volta in due anni. vai al sito>>
POVERTA' - Centri Caritas: tornano le “vecchie conoscenze”
Cresce del 20% tra il 2007 e il 2008 e del 25% tra il 2008 e il 2009 il numero di chi si è rivolto ai 6 mila centri di ascolto. Aumentano del 30% tra il 2009 e il 2010 i nuovi utenti. Nanni (Centro studi): “Gli stranieri sono ancora il 70%, ma gli italiani crescono”. Un figlio per uscire dalla povertà: tre storie raccontano. Vecchiato (Zancan): “Contro la povertà solo il pronto soccorso, mai una cura vera”.
- I volti della nuova povertà negli scatti di Francesco Cocco. Iniziativa di Opera San Francesco in collaborazione con l’Agenzia Contrasto. A Milano mostra aperta fino al 24 ottobre. vai al sito>> SENZA DIMORA - Crescono gli homeless in Campania
Nel 2009 sono stati 455 quelli che si sono rivolti ai servizi Caritas contro i 300 degli anni precedenti. In aumento anche gli immigrati (82%). Pezzana: “No a interventi emergenziali, agire sulle cause”.
- Bologna, problemi di risorse anche per il Piano freddo. Tancredi (Piazza Grande): “Un anno di tagli e chiusure, e non abbiamo più un referente istituzionale". Utenti e associazioni in piazza per la Notte dei senza dimora (16 ottobre). vai al sito>>
SCUOLA - Simboli leghisti: la Cgil porta in tribunale il comune di Adro
Presentato il ricorso della Camera del Lavoro di Brescia e della Fls Cgil per chiedere la rimozione immediata dei 700 soli delle Alpi stampati su tutti gli arredi del nuovo edificio scolastico. Galletti (Camera Lavoro Brescia): "Vicenda che si sta trascinando da troppe settimane". vai al sito>>
PACE - Afghanistan, suore e missionari scrivono ai politici
Lettera aperta ai presidenti del Consiglio degli ultimi 10 anni. "La guerra ha prodotto 10 mila ‘danni collaterali’, civili, innocenti ed estranei alla stessa guerriglia, uccisi per errore”. Appello contro "le false notizie che orientano l’opinione pubblica a giustificare la guerra”. In Italia le salme dei quattro alpini uccisi, domani i funerali. Il cordoglio delle associazioni. Intersos: “L'Italia chiarisca il suo ruolo o si ritiri". vai al sito>>
Dall'utilizzo di una cucina comune, al laboratorio delle biciclette e pet therapy: mancano le risorse. La denuncia dei consiglieri Naldi e Meo che hanno visitato la struttura, insieme a un avvocato di Antigone. Accolti 290 persone contro una capienza regolamentare di 135, tre detenuti in celle di nove-dieci metri quadrati.
- Eurobarometro: italiani più depressi rispetto alla media Ue. Sondaggio realizzato in vista della conferenza del Patto europeo per la salute mentale (Lisbona 8-9 novembre). Gli intervistati hanno avuto meno emozioni positive e più negative, ma a questo non corrisponde un maggiore ricorso all’aiuto professionale. vai al sito>>
SERVIZIO CIVILE - "Basta schiaffi ai giovani": raccolta di firme
La Conferenza nazionale enti di servizio civile lancia la petizione per chiedere almeno 40 mila giovani l’anno e stanziamenti aggiuntivi da parte di regioni e province. "Momento più drammatico della storia del servizio civile, nel più complice disinteresse delle istituzioni”. vai al sito>>
DISABILITA' - Autismo, uno studio per conoscere i sintomi in culla
POVERTA' - Oxfam: "L’Italia abbandonerà 21 milioni di persone"
Il rapporto, lanciato in occasione del Comitato per la sicurezza alimentare mondiale, che si apre oggi a Roma, torna a chiedere il rispetto degli impegni. Per la ong la crisi alimentare scomparirà solo se leader politici ne affronteranno le cause.
- “Food for World”, torna la campagna di Mani Tese. Il 16 e 17 ottobre in 100 piazze italiane per difendere la sovranità alimentare.
- Povertà: in calo la malnutrizione nel mondo. È la prima volta in 15 anni. Secondo la Fao, da oltre un miliardo di persone che soffrivano la fame nel 2009, si è passati ai 925 milioni di quest'anno. In calo anche l'indice globale della fame (dal 19,8 del 1990 al 15,1 del 2010). Situazione “allarmante" in 29 paesi: tra i dieci più poveri nove sono africani. vai al sito>>
LAVORO - Più sostegno alle imprese sociali: appello di 400 esperti
Lettera aperta alla Commissione europea di ricercatori e docenti universitari europei: mancano misure concrete. Molti i benefici in termini di inclusione, crescita sostenibile e prosperità collettiva. vai al sito>>
SCUOLA - Sicilia, arriva il "Kit sulla legalità”
L’obiettivo è quello di "prendersi gioco" della mafia, attraverso un gioco a quiz con cui i ragazzi di 1500 istituti potranno conoscere le figure dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Obiettivo, formare piccoli pool antimafia: la vittoria a chi catturerà più latitanti. vai al sito>>
DIRITTI - Sakineh, "Italia accolga la richiesta di asilo dei figli"
Il figlio della donna, l'avvocato e due reporter tedeschi sarebbero stati arrestati in Iran. Appello di Human Rights Watch. Gauri van Gulik, esperta di diritti delle donne: “Tenere viva l’attenzione dei media. In attesa di essere lapidate altre 17 donne iraniane, ma di loro sappiamo pochissimo”. vai al sito>>
DISCRIMINAZIONI - Minoranze etniche, più controlli da parte della polizia
IMMIGRAZIONE - Ecco i vincitori del Terra di Tutti Film Festival
Affluenza record per il festival del cinema e del documentario dal sud del mondo organizzato a Bologna da Cospe e Gvc. Premiati “Alisya nel paese delle meraviglie” di Simone Amendola e “Maid for sale” di Dima Al Joundi: storie di giovani e donne migranti. vai al sito>>
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26/12/2009
Molte nuove povere straniere e italiane fra le donne in difficoltà accolte dal gruppo Abele
Molte nuove povere straniere e italiane fra le donne in difficoltà accolte dal gruppo Abele
Ciao a presto, ti auguro buone feste e soprattutto un 2010 almeno un po' più positivo del 2009.
Paolo Borrello
Sono soprattutto ultraquarantenni colpite da una separazione o dalla perdita di lavoro le italiane che arrivano al servizio aperto dal Gruppo Abele per le donne in difficoltà. Nell'ultimo anno, una trentina circa le "nuove povere" che per la prima volta si sono rivolte al servizio. Un numero che si somma a quello delle molte straniere indigenti o al limite dell'indigenza, soprattutto africane e provenienti dall'est europeo.
La crisi economica morde l’Italia e si fa sentire con tutto il suo peso anche in Piemonte. In un anno nel nostro paese hanno perso il lavoro oltre 500mila persone, 73mila nella sola Torino. Una situazione che sta portando fra i torinesi lo sviluppo di forme di povertà che finora avevano interessato più gli immigrati stranieri che gli italiani. Il trend emerge con chiarezza anche dai dati dei servizi di “bassa soglia” del Gruppo Abele, che in genere sono in contatto con situazioni legate alla dipendenza o al disagio psichico, ma a cui negli ultimi anni (e ancor più nell’anno che si sta concludendo) si sono affacciate persone che passo dopo passo, magari anche solo per un evento traumatico come una separazione o la perdita temporanea del lavoro, sono scivolate nella povertà. Questo vale in particolar modo per la “Drop House” di via Pacini 18, servizio che accoglie donne in difficoltà, partito un anno e mezzo fa proprio per far fronte a bisogni di questo tipo, emersi andando a vedere i nuovi ingressi al dormitorio del Gruppo Abele. Nell’ultimo anno sono almeno 30 le donne italiane “semplicemente povere” che si sono rivolte per la prima volta al dormitorio e alla Drop House. Trenta nuovi contatti a cui si sommano anche quelli già attivati nei mesi precedenti. E a cui si aggiungono le tante straniere in povertà (soprattutto africane - in particolare madri marocchine e ragazze nigeriane vittime di violenza e tratta delle persone - e donne provenienti dall’est europeo, soprattutto dalla Romania), per un totale di oltre 200 nuovi ingressi nel 2009 (88 le donne africane, 66 quelle in arrivo dall’est dell’Europa, 57 italiane). Tutte donne povere o perché immigrate o perché messe alle strette dalla crisi.
«Al dormitorio, che in genere è frequentato da donne con problemi di dipendenza o da migranti, negli ultimi anni abbiamo visto diventare sempre più numerose le italiane “povere”», spiega Cristina Masino, referente della Drop House. «Sono in genere ultraquarantacinquenni che per la prima volta nella loro vita si sono trovate in condizione di indigenza assoluta, senza un tetto sotto cui dormire». Persone senza situazioni di particolare disagio sociale o mentale alle spalle. «Arrivano a noi nel momento del bisogno più estremo e chiedono ospitalità. Tuttavia sappiamo che superata questa fase di emergenza, avranno bisogno di reintegrarsi, di trovare una nuova sistemazione abitativa, un lavoro».
Fra gli obiettivi della Drop House c’è il favorire l’uscita dalla condizione di isolamento e disorientamento in cui le donne si trovano, dando loro strumenti per ripartire: «Molte, e soprattutto le italiane, non sanno quali servizi sul territorio possono utilizzare e allora, concretamente, le accompagniamo in ambulatorio per controlli medici, le indirizziamo ai centri per l’impiego o ai corsi per l’alfabetizzazione o per la formazione e l’istruzione». Continua Masino: «Anche tra le donne straniere che frequentano la Drop House c’è una condizione di indigenza, ma a differenza delle italiane, arrivano tramite il passaparola, perché trovano nel quartiere stesso in cui vivono un luogo più caldo e meno fatiscente delle loro abitazioni in cui stare con i loro bambini». Per le straniere non in possesso di un permesso di soggiorno non c’è possibilità di iscrivere alla scuola materna o al nido i loro figli e perciò nella Drop House si è creato un piccolo gruppo di auto-aiuto: le mamme a turno guardano i bimbi delle altre, così da poter svolgere lavori o commissioni. «Spesso le italiane che si fermano per la notte al dormitorio vengono poi in Drop House», spiega Serena Paini, operatrice presso entrambi i servizi del Gruppo Abele. Persone che non hanno un posto dove andare, né di notte, né durante il giorno e quindi passano dal dormitorio, che ospita anche altri tipi di disagio. «Le donne che provengono dall’est Europa lavorano spesso come badanti e per questo, può capitare che una volta perso il lavoro, perdano anche il posto presso cui dormire. Così tornano, ciclicamente, anche se in oltre dieci anni di apertura del dormitorio, abbiamo notato che la maggior parte di loro riesce a sistemarsi in maniera più stabile oppure decide di rientrare al proprio paese. Le donne nigeriane arrivano spesso da noi indirizzate dai servizi del Gruppo Abele che si occupano di vittime di violenza e tratta, come il Numero verde (800 290 290 Ndr), ma anche dagli sportelli di consulenza giuridica per la richiesta di permesso di soggiorno per motivi umanitari dell’Inti».
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