01/05/2012
newsletter dell'anlaids
Gentile utente,
ti informiamo che è stato pubblicato ed è possibile consultare un nuovo numero della nostra newsletter.
https://files.me.com/giuliomariacorbelli/lsqm99
Questo numero di Anlaids ByMail è interamente dedicato alle volontarie e ai volontari che hanno reso possibile l'edizione 2012 di BONSAI AID AIDS, svoltasi in oltre 2.700 piazze italiane nel weekend di Pasqua.
Mi auguro di averti sempre vicino alla nostra Associazione,
Fiore Crespi
Anlaids Onlus
Via Barberini n. 3
00187 Roma
Tel. 064820999
Fax 064821077
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05/04/2012
La lotta all'Aids è di tutti
| La lotta all'Aids è di tutti, aiutaci a diffondere questa iniziativa! |
| Tue, 03 Apr 2012 00:26:12 +0000 |
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01/12/2011
NEWSLETTER DI ANLAIDS
...ti informiamo che è stato pubblicato ed è possibile consultare un nuovo numero della nostra newsletter dedicato alla Giornata Mondiale per la lotta contro l'Aids.
In questo numero di Anlaids ByMail interviste a:
- Elly Katabira, presidente della International Aids Society: gli impegni della scienza, dei politici e dei finanziatori necessari per fermare l'epidemia di Aids
- Vincezo Vullo e Miriam Lichtner, Policlinico Umberto I di Roma: l'emergenza del ritardo alla diagnosi e la necessità del test per fermare l'Aids
- Enrico Girardi, Istituto L. Spallanzani di Roma: i modelli epidemiologici confermano che oggi, per la prima volta, abbiamo gli strumenti per fermare la diffusione dell'infezione
- Barbara Ensoli, direttrice del Centro Operativo Aids: la strategia vaccinale nel futuro dell'Aids, preservativo e prevenzione unico presente possibile
- Sandro Mattioli, responsabile salute Arcigay il Cassero di Bologna: se si diffonde la stanchezza per la prevenzione, bisogna trovare nuove strategie
Inoltre la campagna Anlaids per raccogliere fondi per la ricerca sull'Aids e gli appuntamenti delle sedi locali per il 1° dicembre.
Auguro a tutti un Aids Day che riporti l’entusiasmo di combattere con tutte le forze l’AIDS e l’indifferenza che la circonda.
Fiore Crespi
Presidente ANLAIDS ONLUS
http://www.anlaids.org/web/upload/image/immagini_interne/...
GRAZIE
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22/10/2011
ANLAIDS – BANDI PROGETTO NAZIONALE SCUOLE
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06/07/2011
newsletter di Anlaids
in occasione della pubblicazione del nuovo numero della nostra newsletter, voglio invitarti a considerare la possibilità di partecipare al "Forum della società civile sull'Hiv/Aids" che si terrà il 12 luglio presso l'Istituto Superiore di Sanità. Si tratta di un appuntamento importante per riunire tutte le realtà della lotta all'Aids del nostro paese e spero che la nostra associazione possa avere una partecipazione numerosa. Trovi i dettagli sul convegno anche all'interno di questo nuovo numero della nostra newsletter.
Inoltre, in questo numero di Anlaids ByMail:
- CONFERENZA IAS 2011 DI ROMA: tra pochi giorni si inaugura in Italia, per la prima volta dopo 20 anni, una Conferenza mondiale sull'Aids: il co-chair dell'evento, Stefano Vella, anticipa i contenuti del programma mentre Filippo von Schloesser, chair del Community advisory group, illustra la partecipazione della società civile.
- AGGIORNAMENTI: il Meeting di alto livello delle Nazioni Unite sull'Hiv/Aids si è concluso con l'approvazione di un Documento programmatico sulla lotta globale contro la pandemia; in sintesi, i contenuti principali.
- SCIENZA: 30 anni fa l'Aids faceva la sua comparsa sulla scena mondiale seminando paura e sgomento; oggi la scienza fa passi da gigante e pensa alla cura. Le nuove strategie della ricerca verso l'eradicazione e la vittoria finale sull'Hiv.
- SOCIALE: "Salute e migranti: Un approccio all’integrazione e alla cooperazione sanitaria", questo il titolo del Convegno del Mediterraneo che si è svolto a Taormina il 17-18 giugno: la Dichiarazione di intenti finale.
Mi auguro di averti sempre vicino alla nostra Associazione,
Fiore Crespi
Presidente ANLAIDS ONLUS
http://www.anlaids.org/web/upload/image/immagini_interne/Newsletter/anlaids_bymail_luglio_2011.pdf
grazie
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15/06/2011
Nasce in Italia il forum sull'HIV/AIDS della società civile
06/06/2011

Il 5 giugno 1981 negli Stati Uniti viene pubblicato il primo studio relativo a una patologia infettiva che provoca un deficit del sistema immunitario. E' l'atto di nascita dell'Aids.
A trent'anni da quel giorno le associazioni italiane hanno costituito il Forum della società civile italiana sull'Hiv/Aids, per rilanciare le priorità della lotta contro l'infezione, con particolare attenzione al nostro Paese, sia sul piano nazionale che su quello internazionale.
Il Forum sta organizzando un convegno che si terrà il prossimo 12 luglio a Roma, presso l'Istituto Superiore di Sanità. Un evento affiliato a IAS2011, la Sesta Conferenza su Patogenesi, Trattamento e Prevenzione dell'International Aids Society, il più importante appuntamento scientifico internazionale sul tema Hiv/Aids, che si svolgerà sempre a Roma dal 17 al 20 luglio.
Il Forum ha dato vita a un sito web (www.forumhivaids.it) che raccoglie comunicati, documenti nazionali e internazionali e altri materiali utili alla comprensione della storia e dell'attualità della lotta a Hiv e Aids e tutte le informazioni relative al convegno. Il Forum si rivolge a tutte le persone, organizzazioni, network che considerano la lotta contro l'HIV ancora una priorità nazionale e internazionale, e ai media.
Le associazioni promotrici del Forum della società civile italiana su Hiv/Aids hanno sottoscritto la Zero Draft, ovvero il documento (disponibile nel sito anche nella traduzione italiana) che le organizzazioni internazionali della società civile porteranno a New York al Meeting di Alto Livello dell'ONU in materia di Hiv/Aids (UNGASS), in calendario dall'8 al 10 giugno.
Il Forum della società civile italiana su Hiv/Aids è promosso da: Actionaid, ANLAIDS, Arcigay, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute, Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza, Gruppo Abele, LILA, Nadir, NPS Italia Onlus, Osservatorio Italiano sull'Azione Globale contro l'AIDS, Movimento Identità Transessuale, Villa Maraini.
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08/06/2011
Lila - be careful about the Italian Government proposal
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petizione: contro il governo che vuol cancellare la riduzione del danno!
Vi trasmetto il link di una petizione di AIDS Action Europe in inglese: http://www.aidsactioneurope.org/index.php?id=55&tx_ttnews[tt_news]=813&tx_ttnews=22&cHash=2f3b4bffd496c9857dc0c425cdd2c2d6 e la traduzione in italiano del perché formarla è importante.
Giuliana
Il Governo italiano vuole cancellare la riduzione del danno?
Dall'8 al 10 giugno prossimo si terrà a New York un'importante Meeting di Alto Livello dell'Onu in materia di Hiv/Aids. L'Italia sta giocando un ruolo negativo in sede di negoziati sulla Dichiarazione ufficiale che chiuderà l'evento. I rappresentanti del governo italiano pretendono, infatti, che in quell'importante documento, destinato a dare indirizzi a tutti i paesi del mondo, sia cancellato il riferimento alla riduzione del danno, una strategia sociosanitaria validata scientificamente e riconosciuta da tutti i maggiori organismi internazionali come la più efficace nel campo della prevenzione dell'Hiv. Se davvero la riduzione del danno fosse cancellata dalla dichiarazione finale, si tratterebbe di un inaudito, quanto pericolosissimo passo indietro, perché l'acquisizione di questa strategia è già un fatto assodato in sede Onu e, infatti, il riferimento alla riduzione del danno è già presente nelle precedenti dichiarazioni del 2001 e del 2006. In questa pessima battaglia di retroguardia, l'Italia si trova, guarda caso, a braccetto con la Russia: uno dei paesi europei che fa pagare ai propri cittadini il più alto prezzo in vite umane e in salute per le sue politiche repressive, stigmatizzanti e inumane in tema di droghe e Hiv. Peraltro, le infezioni da Hiv sono in forte aumento in altri paesi dell'Europa dell'Est, così come in paesi di altri continenti proprio laddove sono assenti politiche di riduzione del danno. Il CNCA - che partecipa attivamente alla mobilitazione promossa, in vista del meeting, dalle principali associazioni italiane impegnate in questo campo - si è espressa chiaramente in dissenso con le posizioni portate avanti dal Governo italiano (vedi sotto).
IL GOVERNO ITALIANO AFFIDA LA LOTTA
CONTRO L'AIDS AL SOTTOSEGRETARIO GIOVANARDI
Comunicato stampa
Le politiche di prevenzione di lotta contro Hiv/Aids in Italia e nel mondo
Roma, 26 maggio 2011.
sono state consegnate nelle mani del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla
Droga e alla Famiglia Carlo Giovanardi.
In vista del prossimo Meeting di Alto Livello dell'ONU in materia di Hiv/Aids (UNGASS) che si
terrà a New York ai primi di giugno, le regole le detta infatti il Dipartimento Politiche Antidroga
che fa capo alla Presidenza del Consiglio, come chiaramente emerso nell'incontro preparatorio al
Meeting che si è svolto lunedì scorso presso il ministero degli Affari esteri.
Come già denunciato dalle associazioni italiane, l'unica (l'unica!) proposta avanzata in sede Onu da
parte del governo italiano è la cancellazione della dicitura “riduzione del danno” dal documento su
Hiv/Aids che verrà licenziato dal Meeting Onu e che dovrà essere adottato dagli Stati membri. Una
proposta sostenuta solamente, oltre che dall'Italia, da Vaticano, Russia e Iran. Alla quale va ora
aggiunta la richiesta di cancellazione della dicitura che fa riferimento dei programmi con terapie
sostitutive per gli oppiacei (per esempio metadone e buprenorfina), come risulta da documenti
ufficiali.
Tale posizione è stata ribadita durante la citata riunione da Giovanni Serpelloni, Capo del
Dipartimento Politiche Antidroga, che ha motivato la volontà di cassare la dicitura specifica
“riduzione del danno” per sostituirla con quella generica di “riduzione del rischio”, con il timore
che tale terminologia possa aprire le porte a provvedimenti quali l'avvio di stanze per l'autoconsumo
sicuro di stupefacenti e i programmi sostitutivi con eroina per consumatori che abbiano fallito in
precedenti programmi di recupero. Un timore peraltro infondato, dato che sia le agenzie sia le
associazioni hanno ben dimostrato, storicamente e in diverse sedi, di avere altre priorità e di
difendere la definizione di riduzione del danno per motivazioni che nulla hanno a che vedere con le
posizioni personali o il consenso elettorale.
Ora il veto italiano alla definizione di riduzione del danno rischia di minare l'intervento globale
contro la diffusione dell'Hiv come descritto e promosso dalle maggiori agenzie sanitarie e non solo:
UNODC, UNAIDS, Organizzazione mondiale della Sanità, Commissione Europea e molte altre. In
molti Paesi i pochi interventi sanitari rivolti ai consumatori di sostanze sono fondati proprio
sull'appoggio delle agenzie internazionali.
Le associazioni di lotta all'Aids e di difesa dei diritti civili intendono denunciare e osteggiare tale
irresponsabile comportamento in tutte le sedi possibili, nazionali e internazionali. Anche tenendo
conto dell'impotenza più volte espressa, da parte di rappresentanze ufficiali, a fronte di direttive
indiscutibili che “provengono direttamente da Roma”.
Le associazioni sottolineano inoltre l'inopportunità della battaglia governativa di retroguardia anche
alla luce della ormai consolidata incapacità o assenza dell'Italia nel far fronte a vecchie e nuove
emergenze in tema di Hiv/Aids. Campagne sui preservativi più uniche che rare, timide e inefficaci,
nessuna campagna di prevenzione diretta a uomini che fanno sesso con uomini, dei quali si nega
semplicemente l'esistenza, così come per lavoratrici e lavoratori del sesso e loro clienti, e sono solo
alcuni esempi. Disimpegno nella lotta globale contro Hiv/Aids, in seguito al mancato versamento
dei contributi 2009 e 2010 promessi al Fondo Globale per la Lotta contro l’Aids, la Tubercolosi e la
Malaria, e alla mancanza di impegni finanziari futuri verso lo stesso.
Scelte di non intervento che in questo Paese conosciamo bene: non si fa alcunché, perché sennò poi
chissà che succede. E così quello che succede è che le infezioni in Italia sono in aumento e che nel
mondo si continua a infettarsi e a morire di Aids nonostante esistano terapie in grado di evitare la
progressione della malattia e di frenare il contagio, anche con la complicità italiana. Senza contare
l'enorme costo, economico e di vite umane, che la mancata prevenzione sempre comporta.
E ora la scelta di affidare l'ultima parola sulla posizione italiana nella lotta contro l'Aids al
sottosegretario Giovanardi e al suo Dipartimento Antidroga, presente in una riunione in cui ha
brillato di converso l'assenza del ministero della Salute che, invece, nel resto del mondo e anche in
Italia è il vero regista delle politiche di lotta all'Aids sia sul piano nazionale che internazionale.
Giovanardi, il senatore che si è appena scagliato contro la sobria pubblicità dell'Ikea che raffigurava
una famiglia composta da due persone dello stesso sesso. Che vota da sempre contro ogni proposta
di legge che condanni l'omofobia. Che ha sostenuto in Parlamento che non vi è dimostrazione che il
preservativo sia efficace nella prevenzione dell'infezione da Hiv. Che alla morte di un ragazzo come
Stefano Cucchi ha sentenziato: ”Cucchi è morto perché drogato e sieropositivo”.
Le associazioni chiedono al governo italiano di rivedere la propria posizione e di sospendere la
richiesta di stralcio della definizione “riduzione del danno” dal documento che verrà presentato in
sede ONU. Chiedono inoltre che siano rispettate le funzioni delle persone incaricate sia in Italia che
nelle sedi internazionali di occuparsi di lotta contro l'Hiv/Aids, evitando dirigismi che finiscono col
mutilare le normali attività di consultazione e lobbing con i corrispettivi esteri. Chiedono poi di
conoscere al più presto come sarà composta la delegazione di New York e se sia stata prevista, e in
quale forma, la presenza del mondo delle associazioni così come raccomandato dalle stesse Nazioni
Unite.
Chiedono infine al governo di chiarire quali sono le sue priorità in materia di lotta contro Hiv/Aids.
Se la linea è quella di assecondare le spinte del sottosegretario Giovanardi o di avviare finalmente
adeguate politiche di prevenzione a tutela della salute pubblica fondate sull'evidenza scientifica e
sulle indicazioni delle agenzie internazionali piuttosto che su posizioni ideologiche che rischiano di
far tornare indietro di 20 anni la lotta all'Aids. Ovvero se intende presentarsi nelle sedi
internazionali con una faccia e una posizione credibili, o incredibili.
LILA – Lega Italiana per la Lotta contro l'Aids
ANLAIDS
NADIR ONLUS
Osservatorio Italiano sull’Azione Globale contro l’AIDS
NPS Italia Onlus
ARCIGAY
MIT Movimento identità Transessuale
MARIO MIELI Circolo di Cultura Omosessuale
CDCP Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute
CNCA – Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza
Villa Maraini
FORUM DROGHE
Valentina Avon ufficio stampa Lila 348 0183527 avon.stampa@lila.itGiulio Maria Corbelli ufficio stampa Anlaids 349 8100203 stampa@anlaids.org
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è stato pubblicato ed è possibile consultare un nuovo numero della nostra newsletter.
In questo numero di Anlaids ByMail:
- MEETING ONU SULL'HIV/AIDS: in vista dell'appuntamento dell'8-10 giugno che definirà le linee guida per la lotta globale all'Aids, in Italia si scatena la polemica: da un lato la delegazione governativa che vuole cancellare il termine "riduzione del danno", dall'altra le associazioni che lo difendono. Intervista al capo del DIpartimento politiche antidroga Giovanni Serpelloni e alla responsabile dell'Unità Hiv di Villa Maraini Laura Ceccarini.
- 30 ANNI DI AIDS: Proprio nel giorno del 30esimo anniversario della nascita dell'epidemia, le associazioni italiane lanciano il Forum della società civile sull'Hiv/Aids che terrà un convegno il prossimo 12 luglio aperto a tutti gli operatori.
- SCIENZA: La terapia può prevenire la trasmissione dell'Hiv? A partire dai risultati del recente studio HPTN 052 che ha rilevato una capacità protettiva del 96% in chi assume la terapia, una analisi di diverse evidenze scientifiche che tracciano la nuova via della prevenzione.
- SOCIALE: National Focal Point: in un congresso all'ISS i dati sulla diffusioned ella tubercolosi tra i migranti. Nessun allarme ma occorre intervenire.
Mi auguro di averti sempre vicino alla nostra Associazione,
Fiore Crespi
Presidente ANLAIDS ONLUS
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23/03/2011
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In questo numero di Anlaids ByMail:
- ICAR 2011: Alessandra Cerioli, membro del Community Liasons SubCommittee, ci anticipa i temi della Conferenza italiana su Aids e Retrovirus che si terrà a Firenze dal 27 al 29 marzo; un ritratto del professor Giovanni Battista Rossi, a cui è intitolato il premio scientifico di Anlaids che quest'anno sarà consegnato proprio all'ICAR.
- SCIENZA: "Più prevenzione, meno terapia": il report dal CROI 2011, massimo appuntamento scientifico mondiale in tema di HIV/AIDS.
- LETTERE: L'assistenza psicologica in epoca HAART.
- SOCIALE: La prevenzione, i giovanissimi, l'accesso al test: che fare?
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Fiore Crespi
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09/02/2011
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In questo numero di Anlaids ByMail:
- DOPO GENOVA: all'indomani del XXIV Congresso nazionale Anlaids, le riflessioni e le considerazioni del presidenti del congresso, Caludio Viscoli, del presidente di Anlaids liguria, Giuseppe Costa, e del presidente di Anlaids Lombardia Mauro Moroni.
- SCIENZA: I dati dell'epidemiologia di Hiv e di Aids nel nostro paese aggiornati a dicembre 2010.
- LETTERE: dopo la pubblicazione sul Corriere della Sera e altri quotidiani di articoli dai toni discriminatori su alcune prostitute trovate sieropositive a Milano, la presidente nazionale Anlaids Fiore Crespi scrive al direttore Ferruccio De Bortoli.
- SOCIALE: nasce il sito internet sessotest.org per raccogliere dati più dettagliati sui comportamenti a rischio e l'accesso alla diagnosi e cura dell'infezione da Hiv.
Mi auguro di averti sempre vicino alla nostra Associazione,
Fiore Crespi
Presidente ANLAIDS ONLUS
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27/10/2010
info cesda (dipendenze)
La Lettera d'informazione di Ce.S.D.A., inviata il 27/10/2010
Sperando di fare cosa gradita vi inviamo il numero di Novembre 2010 del CESDANEWS
La Redazione:
M.Orsi, G. Casamonti
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| I 5 Ultimi link nel database : | ||
| N°- TITOLO | Data iscrizione | Hits |
| 1 - REGIONE TOSCANA | 08/05/10 | 34 |
| 2 - IGNAZIO MARINO | 08/05/10 | 41 |
| 3 - OLTRE IL MURO | 06/03/10 | 48 |
| 4 - CORA OLD | 08/28/08 | 890 |
| 5 - SOSTANZE INFO | 03/13/08 | 537 |
| - Tutti i link del database | ||
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| 1 - CESDANEWS NOVEMBRE 2010 | 10/27/10 | 4 |
| 2 - AGGIORNAMENTO ALLERTA 2 CANNABINOIDI SINTETICI | 10/27/10 | 1 |
| 3 - SCHEDA TECNICA | 10/27/10 | 2 |
| 4 - LA TORTURA NELLE CARCERI ITALIANE | 10/18/10 | 3 |
| 5 - PREVENZIONE HIV/AIDS NEI MIGRANTI | 10/11/10 | 11 |
| - Tutti i downloads | ||
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02/08/2010
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In questo numero di Anlaids ByMail:
• Editoriale: REDINGOTE ALL'INGLESE O LETTERA FRANCESE. Una riflessione sul profilattico in occasione della stagione estiva.
• Copertina: NUOVE LINEE GUIDA: ECCO LE NOVITA'. Intervista con Andrea Antinori, infettivologo dell'Ist. Spallanzani di Roma e membro del Comitato esecutivo del progetto Linee guida: inizio terapia più precoce, più approfondimento sugli esami diagnostici e di monitoraggio, scelta dei farmaci e altro ancora.
• Vienna 2010: QUESTI MISTERIOSI RESERVOIR... Intervista con Guido Silvestri, University of Pennsylvania, sui temi più rilevanti della XVIII Conferenza internazionale Aids: le questioni degli attivisti, il gel vaginale al tenofovir e le prospettive per una cura.
• Scienza: LE VIE VERSO IL VACCINO. Dalla Conferenza Aids di Vienna, le ultime novità della ricerca nell'ambito dei vaccino: speranze e sfide.
• Attualità sociale: RIDUZIONE DEL DANNO: DA VIENNA ALL'ITALIA. La Dichiarazione di Vienna sottoscritta da migliaia di scienziati e attivisti chiede ai governi di implementare politiche evidence-based nella lotta al consumo di sostanze illegali, in modo da ridurre la trasmissione delle malattie.
Mi auguro di averti sempre vicino alla nostra Associazione, buone vacanze
Fiore Crespi
Presidente ANLAIDS ONLUS
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11/06/2010
ANLAIDS NOTIZIE GIUGNO 2010
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In questo numero di Anlaids ByMail:
• Copertina: ANTIRETROVIRALI NELLE FARMACIE? La manovra finanziaria prevede il passaggio alla distribuzione territoriale di alcune categorie di farmaci attualmente erogati in ospedale: sarà il caso anche degli anti-Hiv? E quali potrebbero essere le conseguenze?
• Associazione: LA PREMIAZIONE DEL PROGETTO SCUOLE e DECIMA EDIZIONE DI CONVIVIO.
• Scienza: I NUOVI FARMACI E I NUOVI BERSAGLI DELLA TERAPIA ANTIRETROVIRALE.
• Lettere: HIV IN ITALIA: DATI AGGIORNATI DELL'ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA'.
Mi auguro di averti sempre vicino alla nostra Associazione, con simpatia
Fiore Crespi
Presidente ANLAIDS ONLUS
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30/11/2009
NON SI MUORE PIU' DI AIDS (...O NO?!)
da Paolo Borrello
29 novembre 2009
Non si muore più di Aids. Almeno sembrerebbe che questo avvenga. Perchè sembrerebbe?
Perchè ovviamente si continua a morire di Aids e perchè, però, se ne parla poco ormai dell'Aids, almeno ne parlano poco i mass media.
Solo raramente si riaccende l'attenzione.
L'ultima volta che su un giornale fra i più diffusi in Italia ho letto un articolo in cui si esaminava il fenomeno dell'Aids in maniera non generica e superficiale fu quando quel giornale si occupò della situazione del Sud Africa (forse perchè il prossimo anno in quel Paese si svolgeranno i campionati del mondo di calcio?), trascurando ovviamente quanto avviene in altri Paesi africani che non stanno certo meglio del Sud Africa per quanto concerne la diffusione dell'Aids. Ma si sa nemmeno in Africa i Paesi sono tutti uguali, anche in quel continente ci sono Paesi di serie A e Paesi di serie B, il Sud Africa fa parte dei primi mentre i Paesi del Centro Africa fanno parte sicuramente dei secondi.
Con questo post tento di contribuire a colmare queste "lacune" informative.
Riporto alcune notizie individuate qua e là nella Rete.
Da Npsitalia.net:
L'epidemia di Hiv e Aids in Italia, secondo i dati forniti in aprile 2009 dal Centro operativo Aids (Coa) dell'Istituto superiore di Sanità (ISS), continua ad essere un fronte ''vivo'' in costante mutamento.
- Aumentano gli inconsapevoli - Sempre più persone scoprono di essere sieropositive solo al momento della diagnosi di Aids, ovvero in uno stadio di malattia molto avanzato. La percentuale degli 'inconsapevoli è aumentata dal 21% nel 1996 al 60% nel 2008.
- Diminuiscono gli ammalati - L'aspetto positivo riguarda l'incidenza della «malattia conclamata» che dopo il picco registrato nel 1995 con oltre 5.500 nuovi casi è andata costantemente diminuendo. Ad oggi i casi segnalati sono 60.346 (60.788 se si aggiusta per il ritardo della notifica), di cui 1.330 diagnosticati nell'ultimo anno (2008).
- Sieropositivi a quota 140.000 - L'aumento di sopravvivenza determina un incremento delle persone sieropositive viventi che sono almeno 140 mila. Le nuove infezioni sono circa 3.500/4000 l'anno.
- Cresce l'età degli ammalati - Se nel 1988 l'età media degli ammalati era di 29 anni per i maschi e 27 per le femmine, nel 2008 si arriva rispettivamente a 43 e 40 anni.
- Diffusione tra gli stranieri - Nel 1993 rappresentavano meno del 3% dei casi segnalati ma oggi sono oltre il 22%.
Secondo Gianni Rezza del Dipartimento Malattie Infettive, Parassitarie e Immunomediate dell’Istituto Superiore di Sanità:
In Italia, come nel resto del mondo occidentale, il fenomeno HIV/AIDS si presta ormai a una doppia lettura.
Una faccia della medaglia, quella positiva, ci dice che l’incidenza di AIDS (la malattia conclamata), che aveva toccato una punta massima di oltre 5500 nuovi casi nel 1995, è andata declinando a partire da metà del 1996.
Ad oggi, sin dall’inizio dell’epidemia, i casi segnalati sono 60.346 (60.788 se si aggiusta per il ritardo della notifica), di cui 977 (1330 aggiustati per il ritardo) diagnosticati nell’ultimo anno. Dal momento che il numero di decessi (circa 200) è stato inferiore a quello dei nuovi casi, la prevalenza di persone viventi con AIDS nell’ultimo anno è in aumento (si stimano oltre 21.500 pazienti viventi con AIDS).
La diminuzione dei nuovi casi di AIDS non è da attribuire a una diminuita incidenza delle nuove infezioni da HIV, quanto piuttosto all’effetto della terapia antiretrovirale combinata. Il trattamento, infatti, ha rallentato la progressione della malattia (la durata del tempo di incubazione dell’AIDS, che era di circa 10 anni, oggi è almeno raddoppiata), riducendo sia il numero dei pazienti che evolvono in fase conclamata che il numero dei decessi.
Esiste, però, l’altra faccia della medaglia.
L’aumento della sopravvivenza determina un incremento del numero delle persone sieropositive viventi (ne stimiamo, oggi, almeno 140.000), e una parte di queste continua ad avere rapporti sessuali non protetti, magari perché inconsapevole del proprio stato di contagiosità. Ciò può contribuire alla diffusione dell’infezione, come testimoniato dall’elevato numero di nuove infezioni (circa 3500/4000 l’anno) che si stima si verifichino ancora in Italia.
Cambia l’epidemia e si modificano anche le caratteristiche delle persone colpite.
Innanzitutto, aumenta l’età delle persone con AIDS: se nel 1988 la mediana era di 29 anni per i maschi e 27 per le femmine, nel 2008 si arriva rispettivamente a 43 e 40 anni.
Cambiano anche i fattori di rischio: la proporzione dei casi attribuibili alla tossicodipendenza è diminuita dal 66% prima del 1997 al 25% nel 2007-08, mentre i contatti eterosessuali sono passati nello stesso periodo dall’15% al 45%.
Aumentano gli stranieri: questi rappresentavano meno del 3% dei casi segnalati prima del 1993 ma oltre il 22% oggi.
Questi trend sono ancora più accentuati quando ci si riferisce alle nuove diagnosi di sieropositività per HIV, ovverosia a persone che, a differenza dei casi di AIDS, hanno acquisito l’infezione più recentemente. Fra queste, la tossicodipendenza conta per meno del 10% dei casi, mentre la proporzione di nuove diagnosi in stranieri si avvicina al 30% dei casi.
Ma il fenomeno più inquietante consiste nell’incremento delle persone che scoprono di essere sieropositive solo al momento della diagnosi di AIDS, ovvero in uno stadio di malattia molto avanzato.
La percentuale degli "inconsapevoli" è aumentata dal 21% nel 1996 al 60% nel 2008. Questo dato suggerisce che una parte rilevante di persone infette, soprattutto fra coloro che hanno acquisito l’infezione per via sessuale, ignora per molti anni la propria sieropositività: ciò gli impedisce di entrare precocemente in trattamento e di adottare quelle precauzioni che potrebbero diminuire il rischio di diffusione dell’infezione.
In conclusione, l’epidemia di HIV/AIDS non diminuisce, piuttosto si modifica. I sieropositivi vivono più a lungo e meglio, grazie alle nuove terapie che mantengono l’infezione quiescente, ma le dimensioni dell’epidemia aumentano, a causa dell’abbassamento della guardia conseguente alla bassa percezione del rischio di contrare l’infezione, soprattutto per via sessuale.
In un’epoca di bassa attenzione per l’AIDS, è quanto mai necessario programmare adeguati interventi di prevenzione.
Da "Helpaids" relativamente alla situazione in Europa:
L'infezione da HIV/AIDS è molto diffusa in Europa, ponendo molti problemi di salute pubblica. Si stima che nel continente oltre 2,4 milioni di persone siano affette da HIV, di cui 740 mila nell'Europa centrale e occidentale e 1,7 milioni nell'Europa orientale e nell'Asia centrale.
Secondo i dati dalla rete di sorveglianza EuroHiv, riportati in un recente studio pubblicato su Eurosurveillance, in Europa nel 2006 sono stati segnalati poco meno di 87 mila nuovi casi di infezione da HIV. I Paesi con tassi di incidenza (nuovi casi per milione di abitanti) più alti sono: Estonia (504), Ucraina (288), Russia (275) e Portogallo (205).
L'OMS divide la regione europea in tre sotto-regioni: occidentale, centrale e orientale.
In Europa occidentale i nuovi casi di HIV sono stati 25.241, con un'incidenza di 82,5 per milione di abitanti. La modalità di trasmissione principale del virus è risultata essere quella sessuale, in particolare eterosessuale, sebbene rimanga alto il numero di casi trasmessi tra omosessuali maschi. In oltre un quinto dei casi la modalità di diffusione è sconosciuta o non riportata.
In Europa centrale i nuovi casi di HIV segnalati nel 2006 sono stati 1.805, con una incidenza di 9,4 per milione di abitanti. La principale modalità di diffusione dell'infezione è stata quella sessuale, in particolare eterosessuale (52%). In oltre un terzo dei casi la modalità di diffusione è sconosciuta o non riportata.
In Europa orientale nel 2006 sono stati riportati 59.866 nuovi casi di HIV, con un'incidenza di 210,8 per milione di abitanti. In quest'area l'epidemiologia dell'infezione ha caratteristiche diverse dalle altre due: il 27% dei nuovi casi è relativa a giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni e il 41% a donne. La modalità di trasmissione è sconosciuta nel 40% dei casi, nel 37% in seguito all'utilizzo di siringhe infette e nel 22% è legato a rapporti eterosessuali.
Il ‘Washington Post’ anticipa i risultati di un rapporto epidemiologico nel quale emergono percentuali di contagio africane, riferite agli Stati Uniti. Il 3% degli abitanti della capitale ha l’Aids o l’Hiv, il che significa 2984 malati ogni 100.000mila abitanti. Altissima la percentuale di rapporti non protetti e di rapporti dove il partner malato era a conoscenza della sua malattia.
Poi le informazioni riportate da Notiziegay, che parla della situazione in Cina, che va deteriorandosi rapidamente:
Nei primi nove mesi del 2008 sono morte in Cina per HIV, AIDS o malattie correlate 6.897 persone. Questo numero molto alto di vittime mette, per la prima volta, questo virus mortale in cima alla lista cinese delle cause di morte per infezioni, superando malattie come tubercolosi e rabbia. L’Agenzia Xinhua News, riportando le parole del ministro della Salute cinese, ha fornito questi nuovi dati. La World Health Organization (WHO), venuta a conoscenza della notizia, ha prontamente avvertito che l’epidemia è destinata drammaticamente a diffondersi in tutta l’Asia con maggiore incidenza se i Paesi interessati non inizieranno a controllare e monitorare i rapporti sessuali uomo-uomo.
...(In Italia) il punto è che il virus dell’Hiv è sempre più una malattia sessualmente trasmessa, diminuiscono i tossicodipendenti, ma la contraccezione non decolla. Per il Family Planning Worldwide 2008, siamo ultimi tra i Paesi sviluppati nella top ten sull’uso di contraccettivi: li adotta il 39,2% dei giovani, contro l’85,9% dei cinesi. Risultato: le malattie a trasmissione sessuale avanzano.
Anche l’età media sale: 43 anni per gli uomini, 40 per le donne. Si infettano quindi di più persone di una certa età per rapporti sessuali non protetti; e le donne più degli uomini. In molti casi, non sanno di essere infetti. Non pensano di aver avuto comportamenti a rischio e scoprono l’infezione quando “scoppia” l’Aids.
Le informazioni che ho riportato non hanno bisogno di particolari commenti.
Non si deve affatto trascurare l'Aids, nè da parte delle autorità sanitarie nè da parte dei mass media, non solo relativamente alla situazione in Italia, a noi ovviamente più vicina e nei confronti della quale è evidente che il nostro interesse sia maggiore, ma anche nei confronti di ciò che avviene in altri Paesi, anche molto lontani dall'Italia, perchè non devono, o almeno non dovrebbero esistere, almeno, per quanto concerne la salute e le possibilità di guarigione dalle malattie, Paesi di serie A e Paesi di serie B.
E' una mia "pia" illusione?
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28/11/2009
PREVENZIONE DELL'AIDS
Gentile utente,
ti informiamo che nell'ambito del progetto europeo SUNFLOWER (www.sunflower-project.eu), gestito dall'ANLAIDS Sez. Lombarda, sono state identificate 10 raccomandazioni per la preparazione e la gestione di una campagna di prevenzione.
Per consultare le raccomandazioni cliccare sul link a fondo pagina.
Cordiali saluti,
Carmine Falanga
Project Manager di SUNFLOWER
www.anlaids.org/web/upload/image/immagini_interne/sedi/Lombardia/SUNFLOWER-Recommendations_final_ITA.pdf
GRAZIE
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