01/05/2012
newsletter dell'anlaids
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Questo numero di Anlaids ByMail è interamente dedicato alle volontarie e ai volontari che hanno reso possibile l'edizione 2012 di BONSAI AID AIDS, svoltasi in oltre 2.700 piazze italiane nel weekend di Pasqua.
Mi auguro di averti sempre vicino alla nostra Associazione,
Fiore Crespi
Anlaids Onlus
Via Barberini n. 3
00187 Roma
Tel. 064820999
Fax 064821077
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22/10/2011
ANLAIDS – BANDI PROGETTO NAZIONALE SCUOLE
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08/06/2011
petizione: contro il governo che vuol cancellare la riduzione del danno!
Vi trasmetto il link di una petizione di AIDS Action Europe in inglese: http://www.aidsactioneurope.org/index.php?id=55&tx_ttnews[tt_news]=813&tx_ttnews=22&cHash=2f3b4bffd496c9857dc0c425cdd2c2d6 e la traduzione in italiano del perché formarla è importante.
Giuliana
Il Governo italiano vuole cancellare la riduzione del danno?
Dall'8 al 10 giugno prossimo si terrà a New York un'importante Meeting di Alto Livello dell'Onu in materia di Hiv/Aids. L'Italia sta giocando un ruolo negativo in sede di negoziati sulla Dichiarazione ufficiale che chiuderà l'evento. I rappresentanti del governo italiano pretendono, infatti, che in quell'importante documento, destinato a dare indirizzi a tutti i paesi del mondo, sia cancellato il riferimento alla riduzione del danno, una strategia sociosanitaria validata scientificamente e riconosciuta da tutti i maggiori organismi internazionali come la più efficace nel campo della prevenzione dell'Hiv. Se davvero la riduzione del danno fosse cancellata dalla dichiarazione finale, si tratterebbe di un inaudito, quanto pericolosissimo passo indietro, perché l'acquisizione di questa strategia è già un fatto assodato in sede Onu e, infatti, il riferimento alla riduzione del danno è già presente nelle precedenti dichiarazioni del 2001 e del 2006. In questa pessima battaglia di retroguardia, l'Italia si trova, guarda caso, a braccetto con la Russia: uno dei paesi europei che fa pagare ai propri cittadini il più alto prezzo in vite umane e in salute per le sue politiche repressive, stigmatizzanti e inumane in tema di droghe e Hiv. Peraltro, le infezioni da Hiv sono in forte aumento in altri paesi dell'Europa dell'Est, così come in paesi di altri continenti proprio laddove sono assenti politiche di riduzione del danno. Il CNCA - che partecipa attivamente alla mobilitazione promossa, in vista del meeting, dalle principali associazioni italiane impegnate in questo campo - si è espressa chiaramente in dissenso con le posizioni portate avanti dal Governo italiano (vedi sotto).
IL GOVERNO ITALIANO AFFIDA LA LOTTA
CONTRO L'AIDS AL SOTTOSEGRETARIO GIOVANARDI
Comunicato stampa
Le politiche di prevenzione di lotta contro Hiv/Aids in Italia e nel mondo
Roma, 26 maggio 2011.
sono state consegnate nelle mani del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla
Droga e alla Famiglia Carlo Giovanardi.
In vista del prossimo Meeting di Alto Livello dell'ONU in materia di Hiv/Aids (UNGASS) che si
terrà a New York ai primi di giugno, le regole le detta infatti il Dipartimento Politiche Antidroga
che fa capo alla Presidenza del Consiglio, come chiaramente emerso nell'incontro preparatorio al
Meeting che si è svolto lunedì scorso presso il ministero degli Affari esteri.
Come già denunciato dalle associazioni italiane, l'unica (l'unica!) proposta avanzata in sede Onu da
parte del governo italiano è la cancellazione della dicitura “riduzione del danno” dal documento su
Hiv/Aids che verrà licenziato dal Meeting Onu e che dovrà essere adottato dagli Stati membri. Una
proposta sostenuta solamente, oltre che dall'Italia, da Vaticano, Russia e Iran. Alla quale va ora
aggiunta la richiesta di cancellazione della dicitura che fa riferimento dei programmi con terapie
sostitutive per gli oppiacei (per esempio metadone e buprenorfina), come risulta da documenti
ufficiali.
Tale posizione è stata ribadita durante la citata riunione da Giovanni Serpelloni, Capo del
Dipartimento Politiche Antidroga, che ha motivato la volontà di cassare la dicitura specifica
“riduzione del danno” per sostituirla con quella generica di “riduzione del rischio”, con il timore
che tale terminologia possa aprire le porte a provvedimenti quali l'avvio di stanze per l'autoconsumo
sicuro di stupefacenti e i programmi sostitutivi con eroina per consumatori che abbiano fallito in
precedenti programmi di recupero. Un timore peraltro infondato, dato che sia le agenzie sia le
associazioni hanno ben dimostrato, storicamente e in diverse sedi, di avere altre priorità e di
difendere la definizione di riduzione del danno per motivazioni che nulla hanno a che vedere con le
posizioni personali o il consenso elettorale.
Ora il veto italiano alla definizione di riduzione del danno rischia di minare l'intervento globale
contro la diffusione dell'Hiv come descritto e promosso dalle maggiori agenzie sanitarie e non solo:
UNODC, UNAIDS, Organizzazione mondiale della Sanità, Commissione Europea e molte altre. In
molti Paesi i pochi interventi sanitari rivolti ai consumatori di sostanze sono fondati proprio
sull'appoggio delle agenzie internazionali.
Le associazioni di lotta all'Aids e di difesa dei diritti civili intendono denunciare e osteggiare tale
irresponsabile comportamento in tutte le sedi possibili, nazionali e internazionali. Anche tenendo
conto dell'impotenza più volte espressa, da parte di rappresentanze ufficiali, a fronte di direttive
indiscutibili che “provengono direttamente da Roma”.
Le associazioni sottolineano inoltre l'inopportunità della battaglia governativa di retroguardia anche
alla luce della ormai consolidata incapacità o assenza dell'Italia nel far fronte a vecchie e nuove
emergenze in tema di Hiv/Aids. Campagne sui preservativi più uniche che rare, timide e inefficaci,
nessuna campagna di prevenzione diretta a uomini che fanno sesso con uomini, dei quali si nega
semplicemente l'esistenza, così come per lavoratrici e lavoratori del sesso e loro clienti, e sono solo
alcuni esempi. Disimpegno nella lotta globale contro Hiv/Aids, in seguito al mancato versamento
dei contributi 2009 e 2010 promessi al Fondo Globale per la Lotta contro l’Aids, la Tubercolosi e la
Malaria, e alla mancanza di impegni finanziari futuri verso lo stesso.
Scelte di non intervento che in questo Paese conosciamo bene: non si fa alcunché, perché sennò poi
chissà che succede. E così quello che succede è che le infezioni in Italia sono in aumento e che nel
mondo si continua a infettarsi e a morire di Aids nonostante esistano terapie in grado di evitare la
progressione della malattia e di frenare il contagio, anche con la complicità italiana. Senza contare
l'enorme costo, economico e di vite umane, che la mancata prevenzione sempre comporta.
E ora la scelta di affidare l'ultima parola sulla posizione italiana nella lotta contro l'Aids al
sottosegretario Giovanardi e al suo Dipartimento Antidroga, presente in una riunione in cui ha
brillato di converso l'assenza del ministero della Salute che, invece, nel resto del mondo e anche in
Italia è il vero regista delle politiche di lotta all'Aids sia sul piano nazionale che internazionale.
Giovanardi, il senatore che si è appena scagliato contro la sobria pubblicità dell'Ikea che raffigurava
una famiglia composta da due persone dello stesso sesso. Che vota da sempre contro ogni proposta
di legge che condanni l'omofobia. Che ha sostenuto in Parlamento che non vi è dimostrazione che il
preservativo sia efficace nella prevenzione dell'infezione da Hiv. Che alla morte di un ragazzo come
Stefano Cucchi ha sentenziato: ”Cucchi è morto perché drogato e sieropositivo”.
Le associazioni chiedono al governo italiano di rivedere la propria posizione e di sospendere la
richiesta di stralcio della definizione “riduzione del danno” dal documento che verrà presentato in
sede ONU. Chiedono inoltre che siano rispettate le funzioni delle persone incaricate sia in Italia che
nelle sedi internazionali di occuparsi di lotta contro l'Hiv/Aids, evitando dirigismi che finiscono col
mutilare le normali attività di consultazione e lobbing con i corrispettivi esteri. Chiedono poi di
conoscere al più presto come sarà composta la delegazione di New York e se sia stata prevista, e in
quale forma, la presenza del mondo delle associazioni così come raccomandato dalle stesse Nazioni
Unite.
Chiedono infine al governo di chiarire quali sono le sue priorità in materia di lotta contro Hiv/Aids.
Se la linea è quella di assecondare le spinte del sottosegretario Giovanardi o di avviare finalmente
adeguate politiche di prevenzione a tutela della salute pubblica fondate sull'evidenza scientifica e
sulle indicazioni delle agenzie internazionali piuttosto che su posizioni ideologiche che rischiano di
far tornare indietro di 20 anni la lotta all'Aids. Ovvero se intende presentarsi nelle sedi
internazionali con una faccia e una posizione credibili, o incredibili.
LILA – Lega Italiana per la Lotta contro l'Aids
ANLAIDS
NADIR ONLUS
Osservatorio Italiano sull’Azione Globale contro l’AIDS
NPS Italia Onlus
ARCIGAY
MIT Movimento identità Transessuale
MARIO MIELI Circolo di Cultura Omosessuale
CDCP Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute
CNCA – Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza
Villa Maraini
FORUM DROGHE
Valentina Avon ufficio stampa Lila 348 0183527 avon.stampa@lila.itGiulio Maria Corbelli ufficio stampa Anlaids 349 8100203 stampa@anlaids.org
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In questo numero di Anlaids ByMail:
- MEETING ONU SULL'HIV/AIDS: in vista dell'appuntamento dell'8-10 giugno che definirà le linee guida per la lotta globale all'Aids, in Italia si scatena la polemica: da un lato la delegazione governativa che vuole cancellare il termine "riduzione del danno", dall'altra le associazioni che lo difendono. Intervista al capo del DIpartimento politiche antidroga Giovanni Serpelloni e alla responsabile dell'Unità Hiv di Villa Maraini Laura Ceccarini.
- 30 ANNI DI AIDS: Proprio nel giorno del 30esimo anniversario della nascita dell'epidemia, le associazioni italiane lanciano il Forum della società civile sull'Hiv/Aids che terrà un convegno il prossimo 12 luglio aperto a tutti gli operatori.
- SCIENZA: La terapia può prevenire la trasmissione dell'Hiv? A partire dai risultati del recente studio HPTN 052 che ha rilevato una capacità protettiva del 96% in chi assume la terapia, una analisi di diverse evidenze scientifiche che tracciano la nuova via della prevenzione.
- SOCIALE: National Focal Point: in un congresso all'ISS i dati sulla diffusioned ella tubercolosi tra i migranti. Nessun allarme ma occorre intervenire.
Mi auguro di averti sempre vicino alla nostra Associazione,
Fiore Crespi
Presidente ANLAIDS ONLUS
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17/05/2011
HIV/AIDS - IL RITORNO DEI NEGAZIONISTI
HIV/AIDS - IL RITORNO DEI NEGAZIONISTI - LE ASSOCIAZIONI DI LOTTA ALL'AIDS METTONO IN GUARDIA ISTITUZIONI E MEDIA
Roma, 16 maggio 2011. Apprendiamo che un sedicente "gruppo indipendente di attivisti, medici e ricercatori italiani" si riunirà oggi a congresso a Bari sotto il titolo "Aids e Hiv: tutto quello che non vi hanno detto". Ovvero che l'Hiv è un'invenzione e non una patologia virale che può condurre all'Aids, che le terapie sono una truffa e la prevenzione è inutile.
Sono le teorie dette negazioniste, che ciclicamente ricompaiono nonostante da oltre un decennio siano innegabili le evidenze dell'efficacia delle terapie antiretrovirali, evidenze semplicemente valutabili in termini di vite umane salvate in Italia e nel mondo. Teorie vecchie, ben note, ma mai supportate da evidenze scientifiche o sottoposte a revisioni, né tantomeno presentate alle associazioni di lotta all’Aids.
La diretta correlazione tra la diffusione delle terapie e il calo dei contagi di Hiv e delle morti per Aids è un'evidenza ampiamente documentata e condivisa da comunità scientifiche, associazioni di pazienti e attivisti, organismi internazionali. Ma per i negazionisti che si riuniranno a Bari, questi argomenti sarebbero solo "pregiudizi e tabù che ancora attanagliano la società", sui quali ovviamente intendono "fare luce", propagandati da organizzazioni che si occupano di rendere note alla popolazione solamente "realtà farmacologiche e mediatiche di natura speculativa". Sono accuse pesanti.
Le tesi complottiste possono avere un certo fascino, che può colpire anche i media, ma quando producono migliaia di morti bisognerebbe procedere con cautela. In Sudafrica, dice uno studio della Harvard School of Public Health, dal 2000 al 2005 il negazionismo, che ha prodotto la mancata somministrazione di farmaci e la totale assenza di politiche sanitarie di prevenzione, ha provocato la morte di 300mila persone, la nascita di 25mila bambini con Hiv e un numero enorme di orfani. Detto questo, esprimiamo innazitutto la nostra grande preoccupazione nei confronti delle persone con HIV/AIDS, che potrebbero – se già in difficoltà a convivere con l’HIV e quanto ciò comporta in termini di stigma e difficoltà relazionali e medico-cliniche – rimanerne affascinate o coinvolte e quindi seguirle con tutte le conseguenze del caso in termini salute personale e pubblica.
Solo ieri Medici Senza Frontiere ha presentato il rapporto Getting ahead of the wave, sullo stato della diffusione dei farmaci salvavita per Hiv/Aids e le prospettive del prossimo decennio, che richiama le linee guida dell'Organizzazione mondiale della Sanità sulla somministrazione delle terapie. L'Onu sarà riunita a New York a luglio per un High Level Meeting su prospettive e strumenti nella lotta globale all'Aids, nello stesso mese si terrà a Roma la Conferenza mondiale della International Aids Society (IAS), organizzata attivamente anche dal nostro Istituto Superiore di Sanità, e preceduta il 12 luglio dal Forum delle associazioni e organizzazioni di lotta all'Aids del nostro Paese, nel trentennale dell'inizio dell'epidemia.
La lotta all'Aids è un impegno globale cruciale, compreso nei Millennium Developing Goals sanciti sempre dall'Onu, per il raggiungimento dei quali è fondamentale l'impegno del Fondo Globale per la lotta a Aids, malaria e tubercolosi. Proprio lo stesso Fondo al quale peraltro l'Italia non versa un euro, nonostante le promesse, dal 2008, e per il quale non ha assunto alcun impegno futuro, unico Paese del G8 e non solo.
La lotta all'Aids è un impegno condiviso in diverse sedi, istituzionali e non, procede con un continuo confronto e dibattito, non prevede posizioni pregiudiziali e si appoggia alle evidenze e non ai pregiudizi. Siamo consapevoli di tutti gli interessi e le difficoltà che accompagnano tale lotta, ma proprio per questo non accettiamo lezioni di indipendenza da chi si pone al di fuori di tale confronto lanciando accuse che farebbe bene a documentare.
Sollecitiamo le istituzioni sanitarie, l'università e la comunità scientifica italiana a vigilare e se necessario controbattere le tesi negazioniste. Non possiamo più accettare che la strategia di lotta all'Aids, globale e condivisa, efficace e trasparente, supportata da evidenze scientifiche acquisite da tempo, possa essere messa in discussione da fantasiose teorie complottiste.
Anlaids
Arcigay
Lila
Nadir
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16/05/2011
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- COME CAMBIA ANLAIDS: il vice-presidente nazionale Mauro Moroni spiega il senso del cambiamento dello statuto approvato lo scorso anno.
- AIDS OLTRE I CONFINI: Continua la ricognizione dell'epidemia negli altri paesi con una analisi della situazione in Grecia, dove la maggioranza assoluta dei contagi avviene per via omosessuale. E lo stigma pesa.
- SCIENZA: Il test per il tropismo virale; alternativa tra fenotipico e genotipico. Ce ne parlano Maria Rosaria Capobianchi e Gabriella Rozera dell’istituto Nazionale iNMi di roma, Francesca Ceccherini-Silberstein e Valentina Svicher dell'Università Tor Vergata di Roma.
- SOCIALE: I centri Aids tra accessibilità e tutela della privacy: il caso del nuovo trasferimento dell'U.O. Aids della Asl Roma C.
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02/08/2010
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• Editoriale: REDINGOTE ALL'INGLESE O LETTERA FRANCESE. Una riflessione sul profilattico in occasione della stagione estiva.
• Copertina: NUOVE LINEE GUIDA: ECCO LE NOVITA'. Intervista con Andrea Antinori, infettivologo dell'Ist. Spallanzani di Roma e membro del Comitato esecutivo del progetto Linee guida: inizio terapia più precoce, più approfondimento sugli esami diagnostici e di monitoraggio, scelta dei farmaci e altro ancora.
• Vienna 2010: QUESTI MISTERIOSI RESERVOIR... Intervista con Guido Silvestri, University of Pennsylvania, sui temi più rilevanti della XVIII Conferenza internazionale Aids: le questioni degli attivisti, il gel vaginale al tenofovir e le prospettive per una cura.
• Scienza: LE VIE VERSO IL VACCINO. Dalla Conferenza Aids di Vienna, le ultime novità della ricerca nell'ambito dei vaccino: speranze e sfide.
• Attualità sociale: RIDUZIONE DEL DANNO: DA VIENNA ALL'ITALIA. La Dichiarazione di Vienna sottoscritta da migliaia di scienziati e attivisti chiede ai governi di implementare politiche evidence-based nella lotta al consumo di sostanze illegali, in modo da ridurre la trasmissione delle malattie.
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09/07/2010
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• Copertina: L'HIV NELLA VALIGIA. 192 paesi nel mondo prevedono ancora restrizioni o norme particolari per l'accesso delle persone con Hiv/Aids: e tra questi anche molti europei. Il rapporto di hivrestrictions.org tradotto in italiano dalla Lila.
• Epidemiologia: I DATI PIU' RECENTI SU INFEZIONI DA HIV E AIDS IN ITALIA. Intervista con Barbara Suligoi, epidemiologa dell'ISS.
• Scienza: LA RICERCA ITALIANA SI CONFRONTA ALL'ICAR. Report dalla seconda Italian Conference on Aids and Retroviruses, svoltasi a Brescia dal 20 al 22 giugno.
• Lettere: SE IL DENTISTA CHIEDE IL TEST HIV. Una lettera di una lettrice al Corriere della Sera si lamenta del comportamento del suo dentista; un nostro lettore interviene e chiede una precisazione ufficiale.
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18/02/2010
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04/02/2010
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• copertina: dopo gli interventi del ministro Fazio e della presidente Lila, un'inchiesta sull'Hiv nelle carceri, con un'intervista al presidente Società medicina penitenziaria e il progetto In and out di Anlaids;
• scienza: un approfondimento sul papilloma virus, causa di molti tumori dell'area genitale e non solo;
• sociale: cambiano le modalità per ottenere il riconoscimento dell'invalidità civile; come procedere e cosa aspettarsi.
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19/01/2010
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• in copertina: gli Usa cancellano il divieto di ingresso nel paese per gli stranieri sieropositivi, riflessioni di Giulio Maria Corbelli e Miriam Lichtner;
• lettere: la presidente della Lila, Alessandra Cerioli, risponde all'intervista rilasciata dal ministro della Salute Ferruccio Fazio ad Anlaids ByMail;
• sociale: "non chiamateci seconde generazioni"; Daniela Lorenzetti sul tema dell'accoglienza.
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