03/02/2012
#Milano - l'Assessore Majorino: "Un uomo è morto assiderato"
Majorino: "Un uomo è morto assiderato"
Milano, 2 febbraio 2012 - "Siamo costretti a comunicare una notizia che ci addolora e che non avremmo mai voluto dare: oggi è morto un uomo senza dimora a causa del freddo. È stato trovato rannicchiato in una coperta, sotto un cespuglio, in piazzale Kennedy. Si presume avesse circa 50 anni, era probabilmente straniero e senza documento. Non era conosciuto dai nostri Servizi e neanche dalle unità mobili che ogni notte monitorano la situazione dei senzatetto nelle strade della città. Nel dare questa triste notizia chiediamo ancora una volta ai milanesi di segnalare immediatamente al numero della Protezione Civile (02.88465000) la presenza di persone che dormono all'aperto e di apportare loro un aiuto con coperte e generi di conforto. Ribadiamo il nostro impegno a dare un posto letto al caldo anche a coloro che non hanno il permesso di soggiorno". Lo ha dichiarato l'assessore alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino.
Anche questa sera l'assessore Majorino si recherà in visita al mezzanino della metropolitana della Stazione Centrale, che per la terza notte è aperto per accogliere le persone senza dimora.
Nel mezzanino della Stazione Centrale hanno trovato accoglienza 50 persone nella notte tra martedì e mercoledì e 80 persone nella notte tra mercoledì e giovedì, con assistenza continua da parte di Polizia locale, Protezione civile e associazioni di volontariato. Il Piano Antifreddo attuato da questa Amministrazione ha messo a disposizione 1.550 posti letto: 258 in più rispetto allo scorso anno (erano 1.252).
Oltre 130 segnalazioni di persone che dormivano per strada sono arrivate in due giorni al numero di emergenza notturno della Protezione civile 02/88465000, attivo dalle 20 di sera alle 8 del mattino. Per segnalazioni durante il giorno è attivo il numero di telefono del Centro Aiuto Stazione Centrale 02/88445239.
dal sito del Comune di Milano: http://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/CDM?WCM_GL...
grazie
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03/01/2012
Progetto Arca a sostegno dei senza dimora
Progetto Arca a sostegno dei senza dimora
Difficile definire con precisione il numero reale e il profilo delle persone senza fissa dimora in Italia. Secondo la Fio.psd - Federazione degli organismi per le persone senza dimora - si stima che il numero si aggiri tra le 50mila e le 60mila unità. Fondazione Progetto Arca onlus opera dal 1994 per offrire una risposta concreta ai bisogni sociali delle persone in stato di grave indigenza ed emarginazione.
Per sostenere e ampliare i diversi servizi che offre, Fondazione Progetto Arca ha avviato una campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi tramite sms solidale: fino al 22 gennaio sarà possibile donare 2 euro inviando un sms al numero al 45507 da cellulare personale Tim, Vodafone, Wind, 3, CoopVoce e PosteMobile; oppure 2/5 euro chiamando da rete fissa Telecom Italia, Infostrada e Fastweb, oppure 2 euro con chiamata da rete Teletu.
I fondi raccolti saranno in particolare destinati ai Centri di Accoglienza, all’Unità di Strada, alla distribuzione di beni di prima necessità e di pacchi viveri.
La Fondazione ha realizzato strutture residenziali per accogliere e accompagnare persone che vivono sulla strada e che sono vittime di problemi di dipendenza. Nel corso di 17 anni di attività ha poi ampliato il raggio d’azione offrendo servizi mirati a fornire il primo aiuto anche ad altre fasce deboli della popolazione e a favorirne l’integrazione nella società.
Tra questi servizi: due Centri di Accoglienza residenziali e un Centro di Accoglienza notturno dove è attivo uno Sportello di Ascolto che garantisce un’azione di consulenza e orientamento; l’Unità Operativa di Strada, attraverso cui Progetto Arca svolge un’azione di incontro con chi vive in strada, cercando di soddisfare i bisogni primari (cibo, coperte) per orientarli ai servizi del territorio; il Sostegno Emergenze, che prevede la distribuzione di pacchi viveri a persone e famiglie sotto la soglia di povertà, garantendo loro un pasto quotidiano.
Grazie ai servizi messi in campo e al lavoro degli operatori volontari, Progetto Arca è in grado oggi di sostenere più di 11mila persone, distribuendo 200mila pasti e offrendo 41mila posti letto nei diversi centri.
Ma le richieste superano ancora di gran lunga il numero delle risposte che Progetto Arca riesce a dare: lo Sportello di Ascolto esaudisce ogni anno 500 richieste di aiuto, a fronte delle 1000 ricevute e sono 40 le persone bisognose in lista d’attesa ogni giorno. L’Unità di Strada incontra ogni anno 5000 persone; per ora sono 3 gli operatori impegnati in ogni uscita, che offrono in media, ogni sera, 120 panini e distribuiscono litri e litri di bevande calde. Il servizio di Sostegno Emergenze raggiunge ogni anno circa 4000 persone.
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22/12/2011
Monza: da questa notte ricovero dei senzatetto
Monza: da questa notte ricovero dei senzatetto
Da questa notte a Monza una tensostruttura
per il ricovero dei senzatetto
Sarà un Natale più caldo anche per i clochard monzesi che potranno beneficiare di una tensostruttura di rifugio in via Spallanzani dove passare la notte.
Il servizio di accoglienza sarà disponibile a partire da questa notte con il supporto di Comune di Monza, Croce Rossa italiana, Protezione Civile e Caritas.
“Dopo qualche giorno di attesa siamo riusciti a risolvere un problema che soprattutto nella stagione invernale meritava la massima attenzione per dare un minimo di sollievo a persone in grande difficoltà - afferma l’Assessore ai Servizi Sociali Pierfranco Maffè -. Possiamo ospitare una media di 10 persone che attualmente dormono in piazza Cambiaghi.
Chiediamo l’aiuto di volontari per svolgere al meglio questo servizio, importante soprattutto durante i giorni di festa.
L’area di ospitalità si affianca alle iniziative in campo da anni per l’assistenza ai senzatetto che, in questo momento di grande crisi economica e di instabilità famigliare, stanno aumentando anno dopo anno.
Il Comune di Monza svolge il ruolo importante ed essenziale di cabina di regia delle varie associazioni, come la San Vincenzo ed enti impegnati su questo fronte. A loro e soprattutto ai volontari che collaborano con grande impegno e passione va il nostro grazie”.
Monza, 21 dicembre 2011
Ufficio Stampa del Comune di Monza
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18/11/2011
Domani catena solidale coi clochard
Domani catena solidale coi clochard
Ci saranno anche i volontari del progetto metropolitano La Cri per i clochard domani, sabato 19 novembre nelle piazze di Milano a raccogliere il vestiario che i cittadini milanesi vorranno donare nell'ambito dell'iniziativa Catena solidale organizzata dell'assessorato alle Politiche Sociali del Comune. Una giornata di sensibilizzazione che coinvolge la cittadinanza anche con un Open day dalle 10 alle 17 al Dormitorio Comunale di viale Ortles dove è previsto un fitto programma di intrattenimento con musiche e mostre fotografiche.
Sette in tutto i punti raccolta disseminati per la città due dei quali (piazza Argentina angolo via Paganini e Colonne di San Lorenzo), gestiti dagli operatori Cri del progetto metropolitano la Cri per i Clochard che raccoglieranno sacchi a pelo, coperte, piumoni, giacche a vento. Ma anche libri in lingua italiana e straniera, dvd, cd, che poi serviranno nel corso dell’inverno per il rifornimento di aiuti ai clochard, distribuiti dalle Unità di Strada.
Un'opera, quella della Cri Provinciale di Milano a favore dei senza dimora, che dura da 11 anni e che si concretizza 365 notti all'anno con l'aiuto costante in strada per portare generi di conforto e vestiario alle centinaia di clochard milanesi che dormono nelle strade e per offrire loto assistenza morale e monitoraggio dello stato di salute.
«In una stagione di grande crisi, difficile per tutti gli italiani, chi già vive ai margini, diventa ancor più vulnerabile. E nuove persone possono scivolare drammaticamente verso la vita in strada» commenta Alberto BrunoPresidente, Provinciale di Milano della Cri. «Considerato che l’inverno è ancor più pesante per chi vive in effimere abitazioni di cartone, è urgente e pressante, oltre che l’attenzione materiale delle istituzioni, l’azione solidale e di mutuo soccorso dei cittadini. Per questo mi appello a chi vive nella nostra metropoli, a venire nei gazebo portando giacconi, coperte e quanto può essere utile a chi non ha nulla. Rammentando che la dignità delle persone va rispettata in tutti i casi chiediamo alla cittadinanza di aiutarci nell’aiutare, consegnando capi in ottimo ordine, anche se usati»
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02/08/2011
nl redattoresociale - 2/8
| LE TOP NEWS DI OGGI Sintesi delle notizie principali del 2 luglio 2011 Newsletter n. 896 - Aggiornata alle ore 16.20 |
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CRISI Le aziende chiudono, riducono il personale e non danno più i buoni pasto. Tutto questo pesa sulla ristorazione aziendale. Difficile la situazione a Bologna. Pecci (Camst): ''Abbiamo perso circa 200 mila pasti''. Guizzardi (Felsinea Ristorazione): ''Perdite medie del 20% nel privato''. VAI ALLA NOTIZIA IMMIGRAZIONE DISABILITA'
MINORI DISABILITA' MINORI RELIGIONI COOPERAZIONE DISABILITA' SOLIDARIETA' LAVORO FAMIGLIA |
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04 AGOSTO - RIMINI Mosè: un'adozione per la salvezza - VIII Giornata di studio per una spiritualità delladozione Monte Colombo - Organizza: Amici dei bambini, La pietra scartata Vai al programmaFREE 04 AGOSTO - ROMA |
grazie
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29/05/2011
7/6 caritas ambrosiana: reddito minimo di autonomia
Gentile amica, gentile amico,
Caritas Ambrosiana è lieta di invitarti al convegno “Reddito minimo di autonomia. Contrastare la povertà in una prospettiva di sussidiarietà attivante” che si terrà martedì 7 giugno dalle 14 alle 18, nell’aula convegni della Curia arcivescovile, Piazza Fontana 2 a Milano.
Interverranno all’incontro, il presidente di Caritas Italiana, monsignor Giuseppe Merisi, vescovo di Lodi, e il direttore monsignor Vittorio Nozza, il direttore di Caritas Ambrosiana don Roberto Davanzo, il professore Rocco Corigliano del consiglio di amministrazione della Fondazione Cariplo.
Aiutare le famiglie indigenti ad investire nel proprio potenziale umano. Questo l’obiettivo del ”reddito minimo di autonomia”, uno strumento di integrazione al reddito che le Caritas della Lombardia propongono alla Regione Lombardia per contrastare efficacemente le vecchie e nuove povertà.
La proposta sarà discussa con l’assessore alla Famiglia della Regione Lombardia, Guido Boscagli e con esperti e studiosi della materia.
L’Italia è uno dei tre soli Paesi europei a non prevedere una forma di sostegno al reddito per indigenti. D’altra parte, le rilevazioni dei principali istituti di ricerca nonché l’esperienza concreta sul campo dei volontari nei centri di ascolto delle Caritas dimostrano la ridotta efficacia delle misure di contrasto alla povertà adottate dal nostro Paese, soprattutto nel nuovo contesto sociale venutosi a determinare con la crisi economica ed occupazionale. Per queste ragioni Caritas è convinta che una strada seria per prevenire l’impoverimento e fronteggiare la povertà sia l’adozione di uno strumento universale, selettivo, condizionato, attivante, quale appunto il reddito minimo, destinato a qualunque cittadino si trovi nella condizione, più o meno temporanea, di mancanza di mezzi sufficienti a condurre una vita dignitosa.
A partire da queste ragioni, la Delegazione delle Caritas Lombarde ha sostenuto la realizzazione di un progetto di ricerca volto, per un verso, a definire il reddito minimo e inquadrarne storicamente l’evoluzione in Italia e in Europa; per un altro verso, a elaborare una proposta concreta e dettagliata da introdurre nel contesto regionale lombardo. L’obiettivo è quello di stimolare una riflessione e aprire un dibattito anzitutto con la Regione Lombardia, specie in un momento, come l’attuale, di revisione dell’impianto delle politiche sociali regionali. L’auspicio inoltre è che in un secondo momento, con il coordinamento di Caritas Italiana, il confronto possa avvenire anche con il governo nazionale.
Leggi gli approfondimenti
Scarica l'invito
Cordiali Saluti
Alessandro Comino
Caritas Ambrosiana
Web Communication
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22/09/2010
30/9 - presentazione del "Nono rapporto sulle povertà nella Diocesi di Milano"
Caritas Ambrosiana è lieta di invitarti alla presentazione del "Nono rapporto sulle povertà nella Diocesi di Milano" che si terrà giovedì 30 settembre 2010 dalle ore 10,00 alle ore 13,00 presso la sede di Caritas Ambrosiana in via San Bernardino 4 a Milano.
Interverranno: don Roberto Davanzo (Direttore Caritas Ambrosiana), Luciano Gualzetti (Vice direttore Caritas Ambrosiana), Aldo Bonomi (Direttore Consorzio Aaster), Alberto Berrini (Consulente economico Fiba Cisl Nazionale), Elisabetta Larovere (Osservatorio Caritas Ambrosiana), Raffaella Guzzetti (Caritas Turate).
Leggi gli approfondimenti.
Scarica il depliant del convegno.
Cordiali Saluti
Alessandro Comino
Caritas Ambrosiana
Web Communication
www.caritas.it
ciao
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02/03/2010
come - n° di marzo
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19/01/2010
SENZA FISSA DIMORA
Senza fissa dimora: 100mila in Italia. Entro la fine del 2010 la prima indagine nazionale
In aumento gli anziani e nelle grandi città gli italiani che chiedono aiuto superano il 40%, nelle piccole il 25%, ma manca un dato ufficiale. La stima si basa su tre precedenti indagini.
L'ultima aggressione a Venezia ai danni di
un clochard, ha riaperto il problema dei senza fissa dimora. La prontezza di riflessi dell'uomo, di fronte al proprio giaciglio dato alle fiamme da un gruppo di giovani, ha evitato l'ennesima tragedia per chi vive in strada.Ogni anno, però, è il freddo che miete il
maggior numero di vittime. Roma, Milano e Palermo sono state accomunate, nel mese di dicembre, da casi di persone decedute a causa delle intemperie. E nella Capitale, per evitare questo genere di drammi, un'ordinanza straordinaria ha deciso l'apertura notturna delle stazioni della Metropolitana per proteggere dal freddo i senza tetto.Quante siano le persone nel nostro Paese che ogni giorno vivono per strada,
però, rimane una domanda con una risposta approssimativa, almeno fino a quando un'indagine dell'Istat, in collaborazione con il ministero del Welfare, la Caritas Italiana e la Federazione italiana degli organismi per persone senza fissa dimora (Fiopsd), metterà un pò di ordine tra le cifre di queso fenomeno. Entro la fine del 2010, infatti, saranno disponibili i dati sugli homeless presenti nel nostro territorio e i vari servizi di assistenza.Al momento sono tre le stime circolate negli ultimi dieci anni: una della
fondazione Zancan secondo la quale, nel 2000, erano state censite 17mila persone. Il metodo però, secondo gli addetti del settore, è stato giudicato fin da subito insufficiente e sottostimante del fenomeno. La seconda ricerca ha tenuto conto delle analisi fatte in alcune province, stimando un numero che si aggira intorno ai 50-60mila casi. Infine, anche la Banca d'Italia ha elaborato una previsione nel 2005 sulla base di alcune statistiche, calcolando 180mila persone in tutto. Rispetto agli altri, quest'ultimo dato sarebbe compatibile con la regola empirica che accomuna tutte le città occidentali, dello 0,3%. In tutte le grandi metropoli, infatti, il numero dei clochard censito corrisponde, rispetto al numero di abitanti residenti, a questa percentuale.Secondo la Fiopsd, è presumibile che tra questi dati la stima più corretta
sia nel mezzo. Attualmente il numero che più si avvicinerebbe alla realtà sarebbe di 90-100mila casi, anche se presso le organizzazioni che hanno una mensa o distribuiscono generi di prima necessità e vestiario, si sta assistendo a un incremento delle richieste.Sempre più spesso si vedono arrivare persone nuove, che precedenza
non frequentavano questi luoghi, come gli anziani. Probabilmente un trascorso di povertà, anche in strada, al quale hanno fatto seguito l'assegnazione di un alloggio popolare o una pensione, sociale o di invalidità, aveva permesso a queste persone di avere un periodo di 'normalizzazione' e stabilizzazione. Successivamente, però, si sono ritrovate in una situazione di necessità nella quale non sono riuscite a far fronte ai bisogni primari. Da qui il passo è breve e diventa quasi automatico rivolgersi ai centri di assistenza. Ricevere un pacco gratuito alimentare o di vestiti diventa il modo più semplice per risparmiare e utilizzare le proprie risorse per medicine o bollette.Un fenomeno, quello dei senza fissa dimora, in aumento soprattutto nei
centri più grandi. Le file davanti alle mense si allungano a vista d'occhio formate, secondo i dati raccolti dalla Fiopsd tramite i centri associati, da una maggioranza di persone straniere, ma anche una percentuale più ampia di italiani, che in alcuni casi supera anche il 40%, rispetto a quelle medio piccole (circa il 25%), dove forse prevalgono, sulla richiesta di aiuto, motivi di vergogna e orgoglio.Tendenzialmente chi rimane senza fissa dimora in un piccolo centro
tende a spostarsi in una città grande, vicina o lontana che sia, dove c'è più anonimato e una maggiore assistenza. Gli stranieri invece rimangono nei territori di appartenenza e usano i servizi che vi trovano, in quanto hanno meno ritrosie da questo punto di vista.
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