17/10/2011

Il sostegno a distanza batte la crisi

Il sostegno a distanza batte la crisi

 
 
 

Eliminare la povertà estrema e la fame: questa è l’ambizione del primo Obiettivo di Sviluppo del Millennio. Il 2015 si avvicina ma, come ha certificato la stessa Banca mondiale, nel biennio 2010-2011 l’aumento dei costi degli alimenti ha spinto quasi 70 milioni di persone nella povertà estrema ed allontanato ulteriormente il traguardo. Oggi nel mondo più di 850 milioni di persone soffrono fame e malnutrizione e ogni 5 secondi un bambino perde la vita perché il suo organismo, vessato dalla mancanza di cibo adeguato alle sue esigenze nutrizionali, non è abbastanza forte da resistere alle malattie.

Questi dati ricalcano, invariati, lo scenario degli ultimi 10 anni e certificano che la fame nel mondo continua ad essere anche una conseguenza di scelte politiche sbagliate e fallimentari sia a livello di singoli Stati che a livello internazionale, con gravi responsabilità anche dell’Italia che si conferma fanalino di coda nell’Aiuto Pubblico allo Sviluppo. 

In controtendenza l’aiuto privato  di milioni di cittadini attraverso il Sostegno a Distanza.  
Altri numeri certificano infatti che una valida risposta alla miseria e alla malnutrizione proviene dal Sostegno a Distanza, realizzato in Italia da 400 organizzazioni impegnate in 110 paesi nel mondo e praticato da oltre 1,5 milioni di privati cittadini. Nonostante la crisi internazionale, i numeri del SaD in Italia crescono

Continuità e sussidiarietà: queste le parole chiave per comprendere il fenomeno SaD, perché esso si realizza attraverso progetti di cooperazione allo sviluppo, come intervento strutturale e non emergenziale sui territori dei PVS, con un ruolo primario per la popolazione dei beneficiari. In occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione ForumSaD, che coordina e rappresenta 88 associazioni italiane del settore coinvolte in 1600 progetti nel Sud del Mondo, ribadisce il suo impegno nella promozione e nella tutela del Sostegno a Distanza come prezioso strumento per la costruzione di capitale sociale per lo sviluppo, tanto nei paesi destinatari degli interventi quanto nei paesi donatori. L’obiettivo comune è l’affermazione, attraverso la lotta alla fame e alla miseria, di società in cui prevalgano i valori dell’equità, della tolleranza, della solidarietà e della partecipazione civile, tanto a Nord quanto a Sud del mondo.

 
 
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